"Acqua è vita" prepara nuovi progetti per l’Africa

Mentre il Giro d’Italia della Solidarietà prosegue il suo viaggio tra Pozzuoli e Terracina, la LVIA lavora insieme alla Ferrino (una delle aziende partner del Giro) su un’iniziativa di sanità mobile nel Malì.

 

Oggi a Terracina il 1° Giro d’Italia della Solidarietà affronta una giornatae tranquilla ma sempre votata ad una forte sensibilizzazione della cittadinanza verso le iniziative umanitarie proposte dall’associazione di volontariato internazionale LVIA: il camper della Campagna "Acqua è vita" è a disposizione per la distribuzione di documenti informativi e del materiale a sostegno dei progetti di sviluppo in Africa. La Campagna "Acqua è vita" punta a raccogliere 500.000 euro all’anno fino al 2006 per costruire opere idriche che possano garantire acqua potabile e servizi igienici a mezzo milione di indigeni africani.

Mentre i cicloamatori Max e Claudia ed Emanuele Banfi (referente della LVIA per il Giro ed ex volontario in Mali) proseguono tappa dopo tappa verso Cesenatico, dove arriveranno l’11 dicembre, la ditta Ferrino – che già sta appoggiando la Campagna "Acqua è vita" in occasione del Giro della Solidarietà – sta valutando la possibilità di affiancare la LVIA anche per i prossimi due anni, collaborando al progetto "Acqua e salute per tutti: un’esperienza innovativa di sanità nomade per la provincia di Menakà in Mali". I titolari della Ferrino conoscono bene i volontari della LVIA (in particolare il trentacinquenne Marco Alban di Torino, attuale referente per il Mali), sono a contatto diretto con il Servizio di Pace cuneese e credono fermamente nella bontà della nuova idea da realizzare. Nella provincia di Menakà il nomadismo è lo stile di vita dell’80% della popolazione; le piccole unità familiari nomadi vivono tendenzialmente lontane dai centri medici ben organizzati e riforniti di medicinali, perciò si affidano alla loro medicina tradizionale, curandosi con minerali ed estratti di piante. Fattori quali la siccità e la difficoltà di procurarsi alcuni ingredienti costosi hanno reso necessaria una svolta: grazie all’appoggio della UNIDEA, fondazione di recente costituzione che si occupa dell’appoggio a progetti di cooperazione internazionale, LVIA ha avviato un processo di ricerca-azione che consentirà di determinare la strategia più efficace e adeguata alla realtà nomade nei seguenti ambiti: offerta delle cure (qualità, prossimità, adeguatezza ai bisogni), politica comunitaria (modalità e livello di informazione alla popolazione, mobilitazione dei rappresentanti e dei partner istituzionali), gestione dei più indigenti.

Verrà sperimentato un sistema semi-mobile nelle zone di intervento: sarà costruita una struttura fissa a livello di un sito centrale riconosciuto da tutti, cui sarà collegata un’unità sanitaria mobile che si sposterà in cammello secondo itinerari utilizzati dalle popolazioni nomadi durante i loro spostamenti e decisi dalla popolazione stessa. Queste colonne mobili saranno guidate da un infermiere costantemente collegato al Centro Sanitario Primario CSCOM tramite radio HF per permettere evacuazioni veloci di malati gravi in caso di bisogno. Il CSCOM, inoltre, sarà potenziato grazie alla presenza di un medico (il che è una esperienza rivoluzionaria nelle regioni del nord del Mali). Per consentire la comunicazione con il personale sanitario che si sposterà in cammello, occorrerà un sistema di radio rurali che permetta di coprire la zona e di rendere così accessibile l’informazione alla popolazione. La radio è infatti uno strumento privilegiato per le popolazioni analfabete che vivono in zone isolate; nel milieu nomade la radio costituisce l’unico vero mezzo in grado di informare in modo non intrusivo la popolazione, senza che essa debba spostarsi e dà la sicurezza di raggiungere tutti in modo uniforme. LVIA è costantemente in lotta contro le disparità indebite: domani, a Frosinone Max, Claudia ed Emanuele Banfi terranno una conferenza in cui verranno illustrati gli ideali che spingono la LVIA ad operare nelle zone più disagiate dell’Africa, gli obbiettivi già raggiunti e le iniziative che hanno bisogno della cooperazione di tutti per potersi tradurre in nuovi importanti traguardi.

La Campagna "Acqua è vita" collabora, in occasione del Giro d’Italia della Solidarietà, con la Campagna delle Nazioni Unite per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio - "No excuse 2015" (www.millenniumcampaign.it) - attiva in 30 paesi del mondo.

La Campagna "Acqua è vita" è laica, apartitica e non ha fini di lucro.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.acquaevita.it o scrivere un’e-mail all’indirizzo campagna@acquaevita.it

 

29 novembre 2004