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Mercoledì'
05.12.01
Arrivo
a Buenos Aires dopo non poche difficolta' a causa delle biciclette non
smontate come invece avevamo fatto finora (ci sono costate quelle 900.000
di extra baggages- roba da piangere!-)
Buenos
Aires e' una metropoli ultra grande e trafficata, la gente per strada va a
skeggia invece di camminare e noi, il primo giorno, ci facciamo trascinare
da questa onda di persone. Conclusione: torniamo a casa strisciando dalla
stanchezza o forse in realta' sono stati i due bicchieri di vino argentino
bevuti come aperitivo in una meravigliosa enoteka in onore
alla nostra avventura?
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Giovedi'
06.12.01
Girato
ancora per la capitale e anche oggi sgambandoci abbiamo visitato vari
luoghi interessanti:Il Microcentro (un labirinto di affollatissime vie
pedonali tutte uguali con miriadi di negozi) la Plaza de Mayo (dove come
ogni giovedì troviamo le instancabili madri dei desaparecidos che si
adoperano nella campagna perché si faccia pienamente luce e giustizia
sulle atrocità della guerra sporca)e infine
il quartiere bohemienne di S.Telmo dove si tiene la settimana del
Tango e dove abbiamo assistito alla sua rappresentazione nelle
3 forme (strumentale, vocale e danzato) e ci ha letteralmente
rapito con la sua bellezza struggente tanto che alla sera abbiamo cercato
disperatamente un luogo dove poter andare anche noi ad imparare qualche
passo; purtroppo pero' ci e' stato indicato un luogo nel bronx di B.A.
frequentato da qualche anziano nostalgico che a malapena si reggeva.....
Vabbe' sara' per quando torneremo nella capitale
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Venerdi' 07.12.01
Oggi giornata di
trasferimento a S.Carlos de Bariloche (meglio nota agli italiani come la
cittadina dove fu ritrovato Erich Priebke) e ci lasciamo alle spalle la
movida porteña e le sue bellissime ragazze dove Max non aveva abbastanza
occhi per guardare(io non posso dire altrettanto!).
Anche
qui troviamo non pochi problemi per imbarcare le biciclette ed io ho un
attimo di sconforto...
Dopo averle imballate con
fatica utilizzando la velina di sicurezza per le valigie, finalmente si
parte.
Il signore al nostro
fianco ci riconosce come italiani e noi gli diciamo cosa abbiamo
intenzione di fare; lui dopo averci dato dei "locos" ci da'
qualche suggerimento e addirittura ci vuole portare a tutti i costi al
Refugio la Bolsa del Deporte dove siamo indirizzati.
Carichiamo i nostri ingombranti bagagli e accalcati tutti nell'auto del
figlio arriviamo al refugio dove ci accoglie Carlito("Ah!Claro
Carlitos es un loco como ustedes!?!?"Chiaro Carlitos è un pazzo come
voi!)Salutiamo padre e figlio gentilissimi e ci sistemiamo in questa
strambalata nuova abitazione costruita tutta in legno,piena di giovani un
po' pazzi controllati da uno un po' piu' adulto che e' uguale al cantante
dei Bee Gees e dove ad una certa ora ognuno si fa da mangiare nella
funzionalissima cucina comune. Noi due approfittiamo di dividere il nostro
minestrone surgelato con Peter un olandese volante dall’aria spaesata
anche lui in bici attraverso l'America Latina che ci appare piuttosto
bisognoso..
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Sabato 08.12.01
SAN CARLOS DE BARILOCHES
– LLAO LLAO 45 KM
Stamattina abbiamo provato
la gamba che e' ancora piuttosto imbastita a causa dei vari kilometri di
"passeggiate" e ci siamo diretti verso Llao Llao (pane
indiano)dove abbiamo potuto ammirare panorami stupendi e con una seggiovia
siamo anche giunti in un punto panoramico da cui si gode una magnifica
vista sul lago Nahuel Huapi.
Abbiamo fatto un totale di
circa 45 kilometri e al nostro ritorno ne abbiamo approfittato per andare
in una delle varie cioccolaterie (dei veri e propri supermarket del
goloso) per soddisfare il "calo di Zuccheri" ed io incomincio a
girare per il locale come una bambina in estasi che non sa cosa scegliere
(troppa roba!).Bariloche è stata costruita ad immagine e somiglianza di
un paese di montagna svizzereo coi suoi rifugi in legno, le case dai tetti
a punta, le cioccolaterie con le tovagliette e i gadget tirolesi.Anche le
stesse persone ricordano dei tedeschi:io invece rabbrividisco quando penso
che come ora sto osservando bonariamente questi pacifici anziani per bene
che si godono l’ora del the, qualcuno qualche anno fa abbia potuto
guardare allo stesso modo un anziano dai modi discreti e gentili ma dagli
occhi vitrei dietro ai quali si nascondeva l’artefice del massacro delle
Fosse Ardeatine.Che strana sensazione…
Alla sera abbiamo fatto
conoscenza di vari altri ospiti del refugio fra i quali vari free climber
(modello Forrest Gump) e Mark un londinese geologo(Amiga,la copia in bello
di Hugh Grant) ognuno a raccontarci le varie esperienze.Mi ha stupito
quell'acqua cheta di Peter l'olandese che si e' gia' girato mezzo mondo
(incredibile!), tutto questo parlare davanti allo strepitoso ASADO cotto
per tutti da Carlitos: e' stata una gran serata!
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Domenica
09.12.01
SAN
CARLOS DE BARILOCHE - EL BOLSON 130 KM
Montiamo
con tutti i bagagli le biciclette, salutiamo Carlitos, Neri e i vari
abitanti di questo rifugio
unico e diamo inizio alla nostra adventure.
Oggi
ci aspettano 130 km.: la giornata e' splendida e attraversiamo il parco
nazionale Nahuel Huapi entusiasti alla vista di quello che ci circonda :il
profumo dei coloratissimi fiori selvatici,il lago dalle acque vergini, le
persone che ci salutano calorosamente al nostro passaggio e l'aria
frizzante di questa primavera argentina.
Ci
fermiamo sulla riva del lago Mascardi e troviamo una vera oasi per gli
amanti del barbecue strapieno di argentini che cucinano carne; la nostra
misera pasta non fa in tempo ad essere pronta che una coppia ci offre
quello che sta cucinando: queste persone sono veramente incredibili, di
una gentilezza innata.
Ripartiamo e dopo un po'
la stanchezza si inizia a sentire e la strada anche a salire: siamo
circondati da vette maestose dalla punta innevata fra le quali anche un
vulcano inattivo il Monte Tronador (Tonante) che divide l'Argentina dal
Cile, siamo accompagnati dal canto di diverse varieta' di uccelli e il
fragore cristallino dell'acqua dei torrenti ci invita spesso a fermarci
per rifocillarci dalla calura di questa calda giornata.
Dopo una bella discesa che
non facciamo particolarmente veloce anche a causa delle folate di vento
patagonico, la strada torna a salire ed io ad indietreggiare:
fortunatamente gli ultimi km. sono di abajada perche' siamo piuttosto
stanchi e Max anche molto infastidito dalle api, mosche e vespe che non ci
hanno dato tregua a causa della crema solare indispensabile perche' oggi
eravamo a rischio ustione.
Finalmente arriviamo a El Bolson rifugio di hippie che viaggiano su
scassati furgoni Ford, tutti giovani coppie di cappelloni e
treccine con vari figli al seguito e mogli sempre incinte: a dir la
verita' ci fa venire a mente la "vallata di Bo e Luke" mancano
solo lo Zio Jessee e lo sceriffo Rosco perche' di macchine alla Generale
Lee e' veramente pieno!!!
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Lunedi' 10.12.01
Giornata di DESCANSO e controllo posta elettronica dove troviamo tutti i
vostri graditissimi messaggi: GRACIAS! HASTA LUEGO!
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Martedi' 11.12.01
EL
BOLSON - CHOLILA 70 KM
Evvai oggi si riparte alla
volta di Cholila!!
A parte il primo tratto di
salita per uscire da El Bolson, la tappa non e' molto dura ma, come al
solito, ci dobbiamo ricredere: infatti tutta l'ABAJADA che percorriamo e'
compensata da altrettanta SUVIDA.
Ci fermiamo un attimo in
una confiteria e ripartiamo per altrettanta salita: io sono un po'
avvilita ma naturalmente non mi lamento e cerco di godermi il panorama che
ci circonda, fatto di abeti e casette in legno; sembra che da un momento
all'altro debbano uscire Heidi e Peter ...
Finalmente quando ormai
non ne potevo + con Max che mi da' la botta finale ("Oh! Stiamo
facendo una media + bassa di quella di ieri"), arriviamo al crucero e
inizia lo sterrato: io, che sono piu' agreste di Max, mi entusiasmo subito
e lo preferisco a quell'asfalto cocente e alle interminabili salite.
Bisogna stare molto
attenti per le varie buche, dissestamenti, e a non perdere l'equilibrio a
causa del "ghiaione".
Andiamo + spediti e siamo
veramente soli circondati dalle solite montagne dalle punte innevate: sono
cosi' austere, statiche e si stagliano in un cielo cosi' nitido,
color indaco che creano un contrasto senza eguali. Nella loro
immobilità sembra ti osservino, esigendo rispetto.
Finalmente arriviamo
all'incrocio che indica la CASA DE LA PIEDRA dove troviamo il rudere che
si presuppone fosse la estancia abitata dai due gringo Butch Cassidy e
Sundance Kid quando provarono ad allevare pecore sospendendo la loro
attività di rapinatori di banche.
Noi invece arriviamo alla
CASA dove cerchiamo ospitalita' ma purtroppo e' chiusa perche' i
proprietari sono in partenza per un giorno.
Io mi metterei a piangere
perche' siamo fuori dal mondo ... Domandiamo se possiamo accamparci dietro
la casa e cosi' facciamo.
Montiamo la tenda, ci
laviamo con acqua piovana e ci cuciniamo la nostra pasta semi
liofilizzata: siamo
immersi nella natura e in silenzio ci godiamo tutti i suoi suoni, colori e
odori ... (Pele' permettendo, un cucciolo che non ci da' tregua!)
COMIDA
CENA
Uno se come
Uno si mangia
La luna en la tortilla
la luna nella tortilla
Comes frijol
mangia frijol
Y come tierra
e mangia terra
Comes chile
mangia chile
Y comes sol y fuego
e mangia sole e fuoco
Bebes agua
beve acqua
Y bebes cielo.
e beve
cielo.
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Mercoldi' 12.12.01
CHOLILA - LAGO RIVADAVIA
43 KM
Stamattina ci siamo
svegliati +ttosto intontiti a causa della nottata trascorsa piena di
rumori di uccelli e di vari animaLI + Pele' che e' riuscito a slegarsi e
che e' stato accanto alla nostra tendaa mugolare
per tutta la notte.
Ripartiamo un po'
scarichi, ci fermiamo a desajunar e una signora mi fa provare Yerba Mate
una specie di te' (te' paraguaiano) che qui in Argentina e un vero proprio
rito irrinunciabile bevuto con uno strano aggeggio ma che mi da' subito
una certa carica.
Il terreno e' migliore di
quello di ieri fino a quando non arriva la salita.
Giungiamo al PARQUE
NACIONAL LOS ALERCES ed e' veramente spettacolare.
Come al solito non c'e'
un'anima e quando troviamo un camping decidiamo di accamparci.
Conosciamo dei ragazzi
pescatori argentini che pescano trote che ci invitano a mangiare con loro:
il posto e' stupendo a parte i soliti mosconi che non ci danno tregua e ci
costringono a rintanarci
nella tenda.
Questi mosconi si chiamano
TABANOS (o talebani come diciamo noi due) e sono dei veri e propri
“Hijos de Puta” (figli di puttana) come dicono 4 ciclisti argentini
che ci invitano alla loro mesa a comer milanesa.
Come al solito scrocchiamo
cibo e bevande anche questa sera in cambio di varie chiacchere delle quali
siamo buoni dispensatori.
Nel frattempo son tornati i pescatori e anche loro ci invitano a star con
loro ma preferiamo andar a letto non prima di esserci gustati un cielo
stellato da mozzare il fiato, inenarrabile.....
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Giovedi' 13.12.01
LAGO RIVADAVIA-TREVELIN 78
Km
Risvegliati in questo
luogo spettacoloso:apriamo la tenda e siamo abagliati dal lago che brilla
grazie agli intensi raggi del sole mattutino
e alle sue acque cristalline dove ogni tanto si vede saltare un
pesce ...
Salutiamo tutti e
partiamo; ci aspetta subito, come al solito, una bella salita e uno
sterrato tortuoso ma, fortunatamente stiamo meglio di ieri e ci godiamo
questi luoghi con una natura intatta,immacolata
e cosi' amata e rispettata.
Fiancheggiamo il Lago
Verde dal colore delle sue acque nelle quali si riflettono gli Alerce,
alberi paragonati alla sequoia gigante della Sierra Nevada californiana i
quali possono avere una vita lunghissima (4000 anni) e avere un diametro
di 4m con un'altezza di 60.
I ghiacciai delle montagne
andine che delimitano il confine col Cile sono in lenta regressione ed
hanno creato questa zona lacustre praticamente incontaminata dove noi ci
possiamo dissetare da ogni rivolo d'acqua senza alcun problema.
Vicino a Futalaufquen ci
fermiamo un attimo e decidiamo di proseguire per Trevelin che dista altri
32km.
Stiamo bene e dopo aver
degustato anche la torta che una signora ci offre (forse ci vedono
deperiti xe' tutti qua tendono ad offrirci da mangiare), ripartiamo.
Ritroviamo l'asfalto x
circa 20km e poi ancora sterrato e in breve giungiamo a destinazione in
questo paesino che ha mantenuto i tratti gallesi dei primi abitanti
risalenti a meta' del diciannovesimo secolo.
Troviamo alloggio in un
hostelling che e' una casa meravigliosa abitata da una famiglia
particolare ...
Che gran giornata!!!
In bici, quando ho visto
che mancavano solo 11km a Trevelin, non riuscivo a trattenermi
dall'emozione!!!
Che felicita'!
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Venerdi' 14.12.01
Oggi rimaniamo a goderci
questo piccolo pueblito e visitiamo il museo gallese e beviamo il relativo
the in una delle piu' antiche sale da the del paese (Nain Maggie): e' un
gran rito dopo il quale e' difficile mangiare nuovamente perche' e' tutto
un assaggio di Tortas, Postres, Pan y Marmelada Casera.
Abbiam conosciuto una
famiglia di romani trasferitesi ormai da 7 anni in questo luogo sperduto e
felicissimi della loro scelta e poi alla casa dalla nostra famiglia
composta da Charly, Bibiana e i figli Mirko e Fidel: ci uniamo a loro a
pulire e mangiare fragole appena colte mentre Bibi impasta il pane per la
colazione, beviamo il solito yerba mate(rito collettivo) gustandoci questo
ambiente unico.
La casa è stata
progettata e costruita proprio da Charly e Bibi circa 10 anni fa cercando
di rispettare ed esaltare le norme basilari del rispetto ambientale: è
tutta in legno, la parete principale è un’immensa vetrata attraverso la
quale si ha sempre davanti agli occhi la visone delle Ande cilene, del
verde e curato prato e del placido cavallo che vi stazione notte tempo .
Nel soggiorno/cucina non
si trova la classica televisone ma perennemente ascoltano della gran bella
musica: io do di matto quando ad un certo punto sento uno dei miei
preferiti ….mi affaccio dalla scala e dico:”Charly, ma esto se BEN
Harper?!?!?”Lui si stupisce e dice di averlo trovato in un negozietto a
Esquel ma là, non è per niente conosciuto mentre a lui piace molto.
Claro, non potrebbe essere altrimenti:quando gli dico di averlo visto
quest’estate in concerto, impazzisce lui…!
A Bibi , invece domando la
ricetta del suo fantastico Pan casero Patagonico:me la farà avere
accompagnata da un “Oda al Pan” di Neruda come buon auspicio e buona
riuscito.
Io sono in brodo di
giuggiole…. che atmosfera idilliaca…
Dopo cena io mi attardo un
po' per parlare con gli ospiti della casa(una delle pratiche che mi riesce
naturale), gustandoci un bicchiere di vino tinto: si discute soprattutto
della incredibile crisi argentina della quale tutta la popolazione soffre
DEMASIADO, sono veramente atterriti:si percepisce nelle persone una forte
crisi morale.!!! Peccato...
ODA AL PAN
ODE AL PANE
Pan con harina,
Pane con farina,
agua y fuego
acqua e fuoco
te levantas.
ti lievitano
espeso y lieve
denso e lieve
recostado y redondo,
incline e rotondo,
repietes el ventre de la
madre,
ripeti il ventre della madre,
equinoccial germinacios
terrestre.
equinoziale germinazione terrestre.
Pan, que facil
Pane, che facile
Y que profondo eres……..
e che profondo sei……..
Pablo Neruda (fragmento)
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Sabato 15.12.01
TREVELIN - ESQUEL 30Km.
Salutato a malincuore
Charlie e Bibi (i due ragazzini non c'erano xe' sono stati fuori tutta
notte in tenda a pescare(?!)): ci becchiamo il solito caldo di meta'
giornata ma fortunatamente arriviamo in un baleno.
Esquel e' una cittadina
tutta cemento senza alberi circondata da montagne aride: decidiamo di
partire la sera stessa per la Penisula Valdes un luogo assolutamente unico
al mondo con numerosi animali allo stato brado.
Oggi compleanno di mio
fratello Davide: auguri a colui che si e' impossessato di casa nostra
durante la nostra assenza!
Mi raccomando pochi
festini: approposito ti piacerebbero un sacco le argentine sono veramente
delle belle ragazze!!!
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Domenica - Giovedi'
20.12.01
VISITA DELLA PENINSULA
VALDES
Durante questi giorni
abbiamo un po' abbandonato la bici per dedicarci alla visita di questo
luogo affascinante: abbiamo visto la balena franca dei mari australi, le
otarie, gli elefanti marini, i guanaco, varie varieta' di uccelli e per
finire una pinguinera di circa 1/2 milione di pinguini a Punta Tombo dove
vengono a riprodursi.
Che luoghi incredibili!
Che meraviglia poter
vedere questi animali cosi' da vicino e che strano trovarli in questo
caldo asfissiante si' perche' nel nostro immaginario credevamo vivessero
in luoghi piu' freddi.
Fra gli incontri piu'
stravaganti dobbiamo segnalare una mamma di Castelbolognese trasferitasi
in Grecia dove ha cosruito una casa in pietra e vive senza TV e Internet
ed ora e' qua in Patagonia sola col figlioletto di 4 anni per 1 mese e
1/2; una giovane coppia di insegnanti olandesi in giro da 5 mesi per il
Sudamerica contraddistinti da varie "sfighe": lui si e' beccato
la febbre gialla che quasi moriva, un'infezione intestinale e l'ha
morsicato anche un perro; mentre lei si e' dovuta togliere il dente
giudizio in Messico e ieri a vedere i pinguini e' caduta con l'osso sacro
su di una roccia appuntita e dal dolore e' svenuta per ben due volte.
Per fortuna l'abbiamo
subito soccorsa, non era
niente di cosi' grave xe' eravamo veramente fuori dal mondo.
Ci ha stupito anche il
fatto che sapessereo a malapena delle Twin Towers e comunque di nome non
immaginassero proprio la drammaticià, la portata e gli effetti che questo
tragico evento ha prodotto nella vita quotidiana di ognuno. In effetti
quando si viaggia tutte le notizie giungono più ovattate e le si
recepiscono in maniera molto diversa.
ES TIEMPO DE BUSCAR A DIOS! (E’ ora di trovare Dio!)
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Venerdi' 21.12.01
EL CALAFATE-GLACIARES
PERITO MORENO 72 Km
Ed eccoci arrivati a El
Calafate piccola localita' piuttosto turistica adagiata sul lago Argentino
con le sue acque di uno scintillante color turchese.
Siamo in uno dei soliti
hostelling con camera con baño compartible ed e' molto carino.
Stamattina Max non ne
voleva proprio sapere di svegliarsi cosi' vado a comprare pane e preparo
la colazione.
Salutiamo la coppia di
tedeschi anche loro in giro in bici e anche noi partiamo: la giornata non
e' bellissima e il vento e' fortino.
Io mi attacco alla ruota
di Max e non solo gli sto a ruota ma gliela divoro proprio riscoprendo i
1000 benefici di questa arte!
Qui infatti si fatica
decisamente il 50% in meno ed iosto sempre
li' dietro, attaccata alla ruota di Max e intenta ad osservare la sua
divisa e fissandomi su quella linea di sudore che piano piano
aumenta.
Mi affianco a lui che ha
una espressione +ttosto contratta e gli chiedo se vuole il cambio ma,
naturalmente, non c'e' storia e continua a tirare (vai trattorino!!!)
Giungiamo al ripio
(sterrato) dopo 40km e poco dopo al luogo dove avremmo dovuto accamparci,
che scopriamo essere chiuso (evvai!) e quindi proseguiamo per i restanti
22 km tutti di sterrato: non e' duro come il parque Los Alerces ma il
vento non ci da' molta tregua e a tratti scendiamo anche dalla bici e
proseguiamo spingendola con la polvere negli occhi e la difficolta' anche
solo nel camminare.
Io sono inebriata dal
profumo che ci circonda: mi ricorda il sapore di quelle gomme da masticare
della Brooklin che ora forse non vengono piu' prodotte,forse cannella ...
Eh!Ricordo di infanzia (niente risveglia un ricordo + di un odore).
La strada e' battutissima,
rispetto alle altre praticamente deserte, soprattutto dai mini bus che
fanno la spola per portare i turisti al ghiacciaio e di conseguenza ci
impolverano rovinosamente.
Ad un certo punto mi
compare davanti agli occhi in lontananza qualcosa di celeste, luccicante
... il PERITO MORENO!
La mia prima reazione e'
di emettere un grido che spaventa Max: che meraviglia e che soddisfazione!
Finalmente arriviamo anche
al camping molto spartano dove riusciamo a lavarci in maniera molto
approssimativa, mangiamo qualcosa cucinato col nostro fornellino e poi,
visto il freddino, ci rintaniamo nella tenda.
Buenas noche.
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Sabato 22.12.01
GIRO PER IL PARQUE
NACIONAL LOS GLACIARES 20 km
Dopo le solite nottate in
tenda dove io mi svegliero' quelle 100 volte ripetendomi "va la' che
per terra ci dormono poi gli altri...", ci svegliamo con un freddo
"birino": infatti nella notte ha nevicato imbiancando le cime
delle montagne.
Frugale colazione e poi
partiamo: le gambe non ne vogliono sapere di girare, sono imbastitissime
ed io faccio una gran fatica anche senza l'equipaggio, mi sembra di
portare 20 kg in piu'.
La causa, oltre alla
fatica di ieri, e' sicuramente dovuta anche al fatto che io in tenda non
riesco a riposarmi e il
risultato non tarda certo a farsi sentire soprattutto in bici che riesce a
tirar fuori ogni problema -la bici non inganna mai-.
In breve arriviamo davanti
al ghiacciaio Moreno che ci accoglie con un mega boato causato dallo
staccamento di un pezzo di ghiaccio: infatti e' un'esperienza sia visiva
che uditiva che ci lascia senza parole.
Vale proprio la pena e la
sua visione mi fa lo stesso effetto di quando vidi il MACHU PICCHU, o l'HAVANA,
o il DESERTO, o il sito archeologico azteco TEHOTHUACAN in Mexico, o lla
piazza DJEMA EL FNAA a Marrakech e o il MARE della Thailandia: sono
emozioni cosi' forti e inolvidabili (indimenticabili)che rimarranno
davanti ai nostri occhi per sempre.
Andiamo a rifocillarci ma
la fiacca non mi abbandona e Max, quando io sono cosi', riesce a
scoraggiarsi + di me.
E' troppo forte!Torniamo
alla tenda e mi fa morire come mette tutte le cose a posto, e' un
precisino ed e' un divertimento vederlo lavorare tutto preso ...
Io lo guardo sorridendo,
scrivendo e godendomi questa natura meravigliosa e, il lento passare delle
ore ci fa compagnia e non ci angustia .....
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Domenica 23.12.01
CAMPING BAHIA ESCONDIDA -
EL CALAFATE
Stanotte non si e' chiuso
notte a causa di famiglie di argentini accampati vicino a noi che hanno
bisbocciato tutta notte senza darci tregua; mi sarei messa a piangere e ad
urlare, non ho chiuso occhio fino all'alba dopodiché
mi sono alzata con l'istinto di fare una strage ...
Come ci siamo alzati loro
impavidi ci hanno guardato e hanno acceso la radio ancora a manetta GRRRRR!!!
Un ulteriore
problema erano la pioggia e la
neve cosicché il ritorno in bici risultava piuttosto arduo se non
pericoloso.
Risultato: caricato armi e
bagagli e raggiunto la cittadina con due simpaticissimi e gentilissimi
ragazzi (JUAN Y MANUEL) sempre in debito con loro!
Per fortuna nonostante le
avversita' sul nostro cammino compaiono sempre degli sconosciuti angeli
custodi che ci aiutano disinteressatamente.
MUCHAS MUCHAS GRACIAS CHICOS POR LA MOLESTIA Y LA
GRANDE AMISTAD!
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Lunedi' 24.12.01 "NOCHE
BUENA"
EL CALAFATE - ESTANCIA
ALICE 43 Km
Stamattina svegliati con
molta calma, desayunato e poi inforcato la bici diretti alla estancia
Alice.
C'era demasiado viento +
dell'altro giorno e abbiamo faticato un sacco ma per fortuna in 1 ora e
mezza arriviamo: ci accolgono le simpatiche ragazze e prenotiamo per il
giorno dopo.
Il ritorno lo voliamo nel
vero senso della parola grazie al vento a favore ed ad ogni folata (soffia
in media 40 - 60 km/h) ci ripetiamo: "Vai soffia, soffia piu'
forte!"
E' uno sbrago!
A casa conrolliamo i msgi
in posta elettronica e ne troviamo numerosissimi e tutti ci rallegrano
tantissimo.
Ci facciamo un aperitivo,
vasca in centro per negozietti e infine becchiamo la coppia di francesi
conosciuti sul ghiacciaio che ci invitano a bere una birra: sono in giro
con un camperino per 6 mesi e ci raccontano di essere andati l'anno scorso
con lo stesso mezzo fino in Cina!!
Che tipi, pensare che sono
due nonni!
Riusciamo a beccare la
benedizione della Noche Buena nella piccola Iglesia e poi torniamo a casa
dove troviamo 5 italiani a festeggiare e ci invitano ad unirci a loro.
Stiamo con loro fino
all'una chiaccherando, mangiando panettone e godendoci i fuochi di
mezzanotte!
FELIZ NAVIDAD!
Ah! Una cosa curiosa:
questi ragazzi italiani a causa delle notizie divulgate in Italia sugli
avvenimenti della capitale, si sono portati 40 kg di cibo perche' e' stato
detto che c'era difficolta' nel reperire generi alimentari.
Il solito terrorismo
psicologico della stampa: piu' la notizia e' grossa e farcita anche da
qualche morto e meglio e'!
... Che rabbia!
Non ne abbiamo mai parlato
della crisi argentina ma da quando siamo arrivati si sentiva nell'aria
questo malumore della gente ed era sempre in crescendo fino a scoppiare
nella guerriglia urbana di Buenos Aires e
Cordoba.
Dove eravamo noi, tutto
era relativamente tranquillo ma l'allarmismo e lo sconforto della gente si
faceva sentire tanto, come d’altronde
avviene sempre in questi paesi latino americani costretti a subire
le piu' grandi ingiustizie e gli ignobili soprusi da parte dei potenti pur
parlando di uno dei paesi piu' europeizzati come l'Argentina.
Il discorso e' un po'
complicato: gli uomini che hanno governato nell'ultimo decennio hanno
rubato in maniera inverosimile (la nostra tangentopoli non e' stata nulla
a confronto), ogni ente pubblico e' stato addirittura venduto a privati
stranieri con speculazioni immani tanto da non avere piu' materialmente
moneta.
Inoltre agli argentini è
stato imposto di non poter ritirare
il loro denaro contante depositato in banca, se non per un massimo di 250
pesos a settimana.(una miseria!)
E' VERAMENTE PAZZESCO NON
POTERE AVERE I PROPRI RISPARMI!!!
Un Natale molto giu' di
tono per questa gente:
BUENA SUERTE A TODOS LOS PUEBLO ARGENTINO!!! QUE LA PASAN BIEN!
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Martedi' 25.12.01
NATALEEEEE!!!!!
Telefonato per fare gli
auguri a casa: tutti erano in pieno cappelletto in brodo, che piacere
risentire i familiari!
Noi lo trascorriamo alla
Estancia, un posto eccezionale adagiato sul lago Argentino, dove il vento
la fa da padrona; assistiamo al fantastico lavoro con le pecore del cane
Max (perro senza una gamba) e alla tosatura di una di queste e poi ci
facciamo una parrilla (grigliata) di carne argentina che e' un qualcosa di
mai assaggiato quanto e' buona! (uguale uguale alle nostre mucche pazze!
qua tutte pascolano nella pampas e sono la rappresentazione vivente della
salute)
Alla sera sono andata alla
messa: troppo bella, molto cantata con lo scambio della pace dove ,invece
di darsi la mano, ci si da 1
bacio e, il prete, alla fine della messa sulla porta saluta tutti 1 ad 1!
E' stato un Natale Sereno
e anche la messa emozionante sono molto felice e oggi ho ricordato tutte
le persone che mi mancano e che extraño muchissimo (familiari ed amici):
mi sarebbe troppo piaciuto poter condividere questo stato di giubilo con
loro ... ma in fondo nel mio cuore e nei miei pensieri e' avvenuto.
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Mercoledi'' 26.12.01
EL CALAFATE-TAPI AIKE 75
Km
Si riparte! Giornatona di
bici.
Il vento come al solito
non conosce sosta, e' assillante: andiamo piano e i pensieri che si
succedono sono 1000 e ad ogni minuto implori che ti dia tregua, per un
attimo, ma non puoi nemmeno pensarlo che, un'altra potente folata ti fa
sbandare.
Io sto a ruota + che
posso: arriviamo finalmente
all'hotel previsto stremati: il posto e' proprio il tipico luogo che
ognuno si immagina in Patagonia.
Conosciamo dei turisti (di
Santa Barbara USA -Yeah!-), si avvicinano incuriositi e ci inondano di
domande: gli diamo il nostro sito, ci fotografano e addirittura vogliono
l'autografo complimentandosi per quello che stiamo facendo.
In tutti quelli che
incrociamo provochiamo la stessa reazione di curiosita' e di approvazione
con relative fotografie ed e' un gran piacere: anche questo ci risolleva
un po' dalle fatiche!
Rimaniamo assolutamente
soli in questo luogo desolatissimo dove non c’e nulla:siamo noi due e la
padrona che non ha un braccio ma che cucinerà e ci servirà come la
migliore delle gestrici di albergo.
Que frio esta noche!!!
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Giovedi' 27.12.01
TAPI AIKE - CERRO CASTILLO
(CHILE) 43 Km
Sveglia tempranito,
desajuno e si parte.
Piove,e' freddo ma ... non
c'e' il vento: noi siamo equipaggiatissimi (sempre grazie a Toni Gialdini
di Brescia) e andiamo veramente bene.
Arriviamo a Chanca Carrera
abbastanza in fretta tenendo conto che ha anche aumentato la pioggia e la
ruta (sterrato) e' scivolosissima, dove io faccio anche una piccola
caduta.
Alla frontiera argentina
abbiamo 2 kg di malta sulle bici a causa del fondo stradale impraticabile,
ci siamo impantanati tutti e, alla dogana, siamo arrivati a spinta.
Diamo una sommaria pulita
alle bici con dei bastoncini e passiamo la frontiera.
Un doganiere ci fa credere
che fino a Cerro Castillo avremo il vento a favore e, in realta', e'
giusto il contrario! Bastardo di doganiere!!!!
Il vento naturalmente e'
aumentato un casino e facciamo una fatica immane anche solo a rimanere in
equilibrio e spesso ci fermiamo perche' tira talmente forte che i sassi
del ripio ci schizzano in faccia.
Arriviamo finalmente alla
dogana cilena senza un lembo di vestito pulito e con il fango anche in
viso; qui troviamo le solite persone che ci fanno un sacco di domande: e'
troppo bello vedere l'interesse che creiamo!
Tutti ci salutano, ci
fanno il segno dell'OK, ci dicono siete grandi, ci dicono anche siete
matti e noi inspigati ancor di piu' continuamo a pedalare.
Il vento incessante, la
visione attorno a te sempre uguale e pensieri, pensieri, pensieri, non
puoi fare a meno di pensare, a dove ti portera' questa ruta, a cosa
vedrai, chi incontrerai, alla conquista che farai.
E poi a casa, alle persone
a cui vuoi bene, ai tuoi amici, ai progetti quando tornerai, alla tua
vita.
Ho deciso per un po'
smetto coi massaggi: sento di essere stanca, mi fanno male i polsi, mi
tolgono troppa energia.
Voglio dedicarmi alla mia
famiglia, alla bici (preparazione 9 colli) e soprattutto a me stessa e
naturalmente a Max.
Penso alle varie identita'
che nell'arco dell'anno assumo: moglie di gestore d'albergo,
massaggiatrice, abitante di
Longiano e viaggiatrice nel mondo.
Non ho modo di annoiarmi
soprattutto seguendo quel pazzo di mio marito in tutti i suoi progetti e
avventure, ma forse sono piu' pazza io che l'ho sempre assecondato come
sto facendo tuttora ... Come ci definisce il mio carissimo babbo: i due
kamikaze lanciati per il mondo!
Pero' non facciamo saltare
in aria nessuno ed in fondo si sa, i pazzi aprono le vie che poi i savi
percorreranno.
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Venerdi' 28.12.01
Ieri sera a letto alle
22:30 e non era ancora buio, UMPF! Mi fa uno strano effetto andare a letto
con la luce e non hanno nemmeno le tapparelle!
Stamattina bardati come
due omini della MICHELIN usciamo per prendere l'autobus passato a
prenderci per visitare il PARQUE NACIONALE TORRES DEL PAINE!
Notiamo come tutti ci
scrutano sorridendo: fa un gran caldo, è quasi da maglietta corta!Pensare
che ieri c'erano delle folate di vento freddo che ci si litigava le
stufette. La variabilità del clima è imprevedibile. Così ci spogliamo e
col bus percorriamo la strada per, e dentro il parco: e' un qualcosa di
unico e deve essere il massimo per gli amanti del trekking e del free
climbing (non e' il nostro caso)
Noi infatti, meno
camminiamo e meglio e', visitiamo una bella cascata (Salto Grande)e
dedichiamo al parco 1 ora e 30 minuti, al contrario della guida che
consiglia quei
5/6 giorni.
Alla sera andiamo a
mangiare in un posto carinissimo e arredato con uno stile tipico di questa
zona: ci adattiamo subito all'ambiente (abbiamo uno spirito di
adattabilita' formidabile - dalla tenda, alla pensioncina con baño
compartido, all'hotel carissimo): passiamo 2 piacevolissime ore anche se
la cuenta finale sara' cara.
Domani giornata di bici ed
io come al solito come mi succede la sera prima mi domando "ma chi me
lo fa fare" ma in fondo ripensandoci mi accorgo che i giorni piu'
entusiasmanti sono proprio quelli sulla bici quindi, forza e coraggio.
Torniamo all'hospedaje
sulle 23 e naturalmente non era ancora totalmente buio; attraversiamo la
villa di Cerro Castillo e ci fermiamo stupiti per la particolare
atmosfera: in questo pueblito composto da 4 case che sembra uscito da uno
spaghetti western, inesorabilmente sbattuto da un vento incessante, colui
che regna incontrastato e' inverosimilmente silenzioso, cosicchè aleggia
un atipico silenzio e una strana staticita' rotti solo dal cigolio di una
altalena arrugginita ... ci mancava solo che uscissero
Butch Cassidy e Sundance Kid in una delle loro scorribande!
Come viaggia la fantasia,
andiamo a letto che e' meglio!
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Sabato 29.12.01
CERRO CASTILLO - RIO
RUBENS 66 Km
La notte si e' dormito ben
poco: purtroppo l'oscurita' totale non si raggiunge mai e dura ben poco e
alle 4:30 e' gia' pieno giorno: la luce comincia a filtrare nella stanza e
nei nostri occhi risvegliando le nostre membra ... UMPF!! Dal canto mio
sono stata tutta notte ad ascoltare i "non rumori": mi risulta
cosi' difficile non sentire la presenza del vento e quindi trascorro
queste ore di sonno sempre all'erta aspettando il momento in cui
ricomincera' la sua attivita'.
Alle 7 sveglia, mi alzo
subito e, alle 7:10 precise, eccolo, la prima forte folata che scuote le
pareti instabili della nostra abitazione oltrepassando le fessure (e' un
po' meglio di un container). Max si toglie le lenzuola dagli occhi, li
sbarra, mi guarda ed esclama "No, il Vento!!". Eccolo qui,
implacabile, ha ripreso a soffiare proprio poco prima della nostra
departida.
Partiamo e gia'
dall'inizio il riuscire ad andare risulta difficile, proseguiamo tentando
di stare in equilibrio, ognuno per suo conto senza nemmeno guardarci per
non leggere negli occhi dell'altro lo sconforto.
Vediamo una figura
avvicinarsi dalla parte opposta: un ciclista proprio come noi!! Ci
facciamo una gran festa dandoci pacche sulle spalle: e' svizzero e stara'
in giro x 10mesi.
Questo incontro
ci risolleva un po’ il morale ma, ancor di piu' il vento che un
po' si e' calmato. La strada attraversa un innocente campo di margherite
su di un lago: è un luogo idilliaco se non fosse per vari cartelli con la
scritta Peligro Campo Minato. Alla faccia!Scopriamo risalire ancora al
1978 quando furono messe dagli argentini nell'eterna lotta contro il Cile
per la spartizione di queste terre della fin del mundo.
La ruta di ripio non e'
male se non fosse per tutti i saliscendi spezza gambe, riusciamo
comunquead arrivare bene fino a Puerto Natales e la vista di questa
piccola cittadina affacciata sulla sponda del Seno Ultima Esperanza dove
cigni dal collo nero vi sguazzano sereni tra i gabbiani e i cormorani, ci
fa venire i brividi dalla gioia rimandandoci al momento in cui arriveremo
alla ormai mitica Ushuaia.
Un'altra forte emozione
della giornata: controllando la posta elettronica tra le sempre numerose e
graditissime e-mail, ne troviamo una particolare, inattesa ... Carlitos
de Trinidad de Cuba! Trasecoliamo, ci viene proprio un coccolone:
chiede nostre notizie ed aggiunge che e' giusto un anno che siamo stati
li' da loro e che gli manchiamo moltissimo! Ah! La nostra carissima
famiglia cubana che ogni volta che la pensiamo ci viene una morsa allo
stomaco, non c'e' giorno che non li pensiamo ... Oh! Cuba te quiero y te
extraño muchissimo, nuestra segunda tierra ... Mi corazon llora todos los
dias porque te quiere asì mucho!HASTA LUEGO AMIGOS Y HERMANOS , NO ES
MEJOR HASTA PRONTO!!!
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Domenica 30.12.01
PUERTO NATALES - RIO
RUBENS 66 Km
Giornata fantastica di
sole e senza vento, la prima, peccato che oggi ce l'avremmo avuto tutto a
favore ... quando si dice la sf..a! Ok! Pero' ci accontentiamo anche
perche' la strada e' quasi tutta plana e per noi e'
galattico!
Scena: Max da buon
battistrada davanti a tirare ai 26/27 ed io religiosamente a ruota, unico
inconveniente gli vado a sbattere contro varie volte ... e vabbe'! Max:
"Al prossimo paese andiamo da un fabbro a saldarle insieme cosi'
risolviamo il problema!"
Incontriamo il secondo
ciclista Randy da Los Status Unidos + precisamente del Colorado in giro
per due anni con l'intento di farsi il perimetro dell'America del Sud:
evvai, sempre piu' matti!
Arriviamo nella localita'
di Rio Rubens in brevissimo tempo e siamo troppo contenti cosi' ci
possiamo godere questo posticino che ci fa andare indietro nel tempo con
camere vecchio stile, due lettoni alti e spaziosi, carta da parati a
fiorellini, una bella stufa antica e una vasca da bagno che si affaccia su
di un verde giardino. Pavimento e scale sono in legno e, ad ogni passo,
vibra e scricchiola tutto. Facciamo un full immersion in questa atmosfera
di altri tempi; a me viene in mente "La casa degli spiriti"
della Isabel Allende, e io (come mi disse il nostro amico Diego Zorzi) mi
sento molto "Gaucha en la Pampa", e come al solito
l'immaginazione va da se'.
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Lunedi' 31.12.01
RIO RUBENS - PUNTA ARENAS
88 Km
Anche oggi e' una
bellissima giornata senza vento. Prima di partire a Max gli tocca cambiar
camera d'aria perche' ha
forato (finora abbiamo forato relativamente poco) e poi via. Anche oggi le
gambe girano alla grande. Incontriamo tre italiani in giro per la
Patagonia con una Fiat Uno Rossa che avevamo incontrato alla frontiera
cilena; si fermano per farci una foto e per complimentarsi: "Siete
due miti, grandi ragazzi!" Troppo buoni, ma agli occhi della gente
scateniamo sempre la stessa reazione e molti si complimentano con me
perche' di donne in bici in questi luoghi proprio non se ne vedono. Che
strano ricevere tutti questi complimenti, pensare che facciamo una delle
cose che piu' amiamo: viaggiare e pedalare!
Per strada non c'e'
assolutamente niente a parte greggi di ovejas (pecore), mucche, stupendi
cavalli e ci e' anche capitato che un condor volasse sopra di noi e che
una volpe grigia ci accompagnasse per un po', fermandosi ogni tanto e
nascondendosi per spiarci! Che spettacolo!
Arriviamo stanchi ma con
una gran media: i 23 stiamo andando troppo forte! Prendiamo alloggio e
andiamo a mangiare in un posto fantastico, non tanto per il locale ma per
un cameriere sui 70 anni pieno di tic e strane simpatiche smorfie:sembra
uscito da un film di Fellini, una vera e propria macchietta.
Prendiamo un caffe' in un
bar ma tutti stanno per chiudere perche' la fin de año la si festeggia
innanzitutto in famiglia.
Noi prima di mezzanotte
andiamo a letto e allo scadere del nuovo anno siamo svegliati dalle sirene
delle barche (fra cui una nave da crociera immensa) ancorate sul molo di
Punta Arenas. Ci siamo dimenticati, siamo sullo Stretto di Magellano! Dopo
questa inusuale sveglia, ci facciamo gli auguri e torniamo nel torpore
delle nostre coperte.
Buon Anno a tutti gli
amici e soprattutto ai nostri due amiconi (mio fratello Davide e la mia
amiga Raffi) che festeggiano il 2002 su un aereo diretto in Thailandia.
Buone Vacanze, non siamo
mai stati cosi' distanti ...
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Martedi' 01.01.02
Giornata di descanso
totale.
Citta' deserta, tutto
chiuso, i primi giorni dell'anno sono uguali ovunque!
Ciao a presto
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Mercoledì 02.01.02
PUNTA ARENAS – PORVENIR
KM.15
Ci svegliamo alle 7 ma io sarei andata dritto per altre 2 ore. Colazione e
il signore dell'hotel telefona per l'imbarcadero: non c'e' alle 8 ma
bensi' alle 15.00!! UFF! Potevamo dormire un po' di piu' che ne abbiamo
cosi' bisogno!?!?! Andiamo a girovagare per la citta' che rispetto a ieri
e' irriconoscibile: tutti sono in piena attivita', corrono di qua di la',
vanno e vengono. Che differenza da ieri dove tutto era chiuso e non c'era
anima in giro se non qualche turista che si aggirava per le calle con aria
spaesata.
Un'ora prima della
partenza dell'imbarcadero ci dirigiamo in bici al porto e poi si parte per
la traversata dello Stretto di Magellano con destino la Isla Grande:
Tierra del Fuego!
Sono a letto, Max gia'
dorme ma io ho bisogno di scrivere perche' non voglio tralasciare nulla di
cio' che abbiamo appena trascorso per paura che la notte mi rubi un po'
delle forti sensazioni che ancora mi porto addosso e che mi fanno vibrare
per felicita' e stupore. Come spesso avviene in viaggio succedono cose
inaspettate quando meno te lo aspetti che ti vanno a cambiare una giornata
iniziata magari un po' sottotono. L'imprevisto e la novita' sono sempre
dietro l'angolo ed e' proprio questo che rende inimitabile il viaggiare.
Bene alle 15 siamo sul traghetto e non facciamo in tempo a sistemare le
bici che abbiamo modo di conoscere un ragazzo vicino a noi: ci presentiamo
e gia' lui lo fa precisando "Hola! Yo soy Christian y soy fueguinos"
(Fueguinos abitante TierraFuego); gli facciamo diverse domande sulla Isla,
sulle strade che dovremo percorrere e lui entusiasta incomincia a
spiegarci questa zona in un diluvio incontenibile di parole e, mentre ne
parla, gli occhi gli brillano e noi siamo catturati dai suoi racconti: e'
un biologo marino e con un amico vanno a perlustrare le zone piu' remote
di questa terra, i ghiacciai, i boschi, i fiumi, le ultime popolazioni che
vivono ancora come i primi fueguinos senza nessun tipo di progresso e,
infine, gli animali: elefanti di mare, l'orca, i pinguini, i delfini ... e
noi "I delfini??? Dove, dove???" "Bhe', si possono vedere
anche sulla baia di Porvenir! Se volete quando arriviamo li andiamo a
vedere!?!?!" "CERTO!!"
Grande! Chi l'avrebbe mai
detto che stasera saremmo andati a vedere i delfini?!?! Arriviamo e con le
bici percorriamo rapidamente il ripio fino all'hotel España nella
cittadina di Porvenir che e' una piccola cittadina tipica della Tierra del
Fuego cilena affacciata sullo stretto magellanico. Conosciamo Juan un
pescatore amico e socio in affari di Christian. Lasciamo le bici in un
mega magazzino dove, fra le altre cose, troviamo dei resti di ossa di un
elefante marino che i due intrepidi hanno recuperato nelle varie
perlustrazioni e che vogliono ricomporre per esporle in un museo. Saliamo
sul piccolo fuoristrada di Juan (Pechuga): e' scassatissimo, il mio
ribaltabile e' rotto e l'accensione avviene unendo due cavi perche' il
cruscotto e' tutto smontato. Sorridiamo e arriviamo alla loro barca nuova
di due mesi e ci racconta che ieri sono usciti in mare per fare una specie
di funerale: in pratica hanno lanciato nello Stretto di Magellano le
ceneri di una signora di 80 anni il cui ultimo desiderio era di
congiungersi per sempre con queste acque che sono state parte integrante
della sua vita terrena.
Io e Max ci guardiamo e i
nostri sguardi dicono "PATAGONIA..PATAGONIA..." Ebbene si' siamo
tornati nella vera Patagonia, quella che non era rappresentata certamente
da Punta Arenas, citta' portuale e cosmopolita.
Arrivato anche Christian,
prendiamo il largo e gia' rimaniamo stupiti dai tanti cormorani e
infinteci entusiasmiamo alla vista dei delfini che ci saltano davanti,
accanto e sotto di noi; io li vedo da vicinissimo visto che sono
posizionata proprio sulla punta della barca (poppa o prua? non l'ho mai
capito...). Che meraviglia, questi animali cosi' giocosi e allegri
trasmettono un tale senso di liberta' che anche tutti noi ridiamo, felici
e con la barca continuamo a girargli attorno per vederli giocare.
E così, anche
l'operazione delfini, sebbene non ci contassimo ormai piu', e' stata
portata a termine con immensa gioia e soddisfazione.
Mentre Pechuga ci porta
nel ristorante di un amico, gli domandiamo se puo' procurarci una targa
automobilistica del Cile e lui "Oh! Ningun problema!" Tempo di
mangiare dell'ottimo pesce patagonico e lui e' gia' di ritorno con quello
che gli avevamo domandato: fantastico!! Ci raggiunge anche il suo socio e
beviamo qualcosa mentre discutiamo dell'attuale situazione politica
cilena: ci spiegano che anche qua c'e' una destra ed una sinistra che ora
e' al governo e che in maniera graduale sta cercando di riformare un po'
di cose in questo paese che alle spalle ha una storia parecchio dolorosa e
contrastata (desaparecidos, regimi militari, ecc.) Addirittura rimaniamo
sorpresi perche' ancora non hanno una legge sul divorzio e, l'aborto,
cosi' come la pillola del giorno dopo, sono illegali con conseguenti
numerosi e pericolosi aborti clandestini.
Torniamo all'hostal con
Christian per tomar cafe ma appena ci accomodiamo vuole assolutamente
che proviamo dalla sua bottiglietta personale l'aguardiente al
calafate. Max passa il turno come tutti i bravi sportivi, mentre io che
sono l'alcolica della famiglia non posso che provarlo: e' buono parece
como una grappa fruttata!
"Qua c'e' il detto
che, chi beve aguardiente tornera' in Patagonia..." ed io "Bene
allora io tornero'?!?" e Max "Ok!Yo voy a Cuba soltero!!! (da
solo) Tutti ridiamo e si respira una calda atmosfera ... Christian ci dice
che pensava che il vero amore lo si potesse provare solo per una donna, ma
invece si e' dovuto ricredere conoscendo questi luoghi attraverso i quali
ha capito di non poter fare a meno dell'odore di questa terra, del vento,
dei suoi silenzi ... Ha visitato dei posti talmente remoti dove ha provato
la netta sensazione di essere in dei veri e propri
ultimi eden terrestri, luoghi rimasti sempre cosi' dal giorno in
cui furono creati.
Gli dico che ho avuto la
sensazione di quanto potessero essere reali i racconti di Sepulveda in
"Patagonia Express" appena messo piede in Tierra del Fuego e lui
mi risponde "Verdad! Yo tambien, me encanto'!!" (Vero!Anche a me
mi incantò!)
Siamo proprio sulla stessa
frequenza quando le nostre chiacchere sono interrotte dal discreto arrivo
di un omino barbuto con due grandi profondi occhi neri, umili e sinceri
... il nostro Pechuga! Tiene qualcosa in mano, la allunga a Max: un'altra
targa particular proprio di Porvenir per Max che, a stento, riesce a
trattenere la commozione!
Patagonia....Patagonia....Patagonia....
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Giovedi' 03.01.02
PORVENIR - ESTANCIA
ARMONIA 68 Km
Mi preparo in divisa da
bici, lascio Max sotto la doccia e giu' trovo gia' Pechuga che mi
accompagna a buscar el pan. Facciamo il desajuno e infine salutiamo i
nostri nuovi amici con forti abbracci, questi due fueguini pionieri di una
nuova avventura del turismo all'estremita' del mondo
(www.explorepatagonia.cl).
Partiamo in ritardissimo
e, dopo un km, Max rompe la catena!! Le madonne che volano sono
irripetibili ma, per fortuna, in mezz'ora il guasto viene riparato (grande
Max).
Riprendiamo il percorso:
il ripio e' buono, il giorno e' ottimo e con assenza di vento. La strada a
parte 3-4 salite dure, e' tutto un su e giu'spezzagambe. Andiamo sempre
abbastanza forte e in 2 ore abbiam gia' fatto 45 km, ci fermiamo a
mangiare qualcosa.
Il posto e' splendido, per
tutto il tragitto abbiamo costeggiato la bahia Inutil (nome derivatogli
dai primi naviganti di queste acque in quanto non poterono attraccare)
Si riparte ma tutto mi
risulta + difficile, ho le gambe legnose, ci fermiamo dopo l'ennesima
salita con la scusa di mangiarmi una mela, ma non ci sono storie: sono
cotta!!
Proseguiamo per qualche
altro km fino a quando siamo costretti a fermarci perche' la strada e'
occupata da un gregge di pecore. Chiediamo ad un ragazzo se la estancia in
lontananza e' la sua e, a risposta affermativa, prontamente ci dirigiamo
per chiedere ospitalita'.
Entriamo in una casa
dall'arredamento scarno ma calda grazie alla piena attivita' di una delle
solite antiche stufe posizionata in bella vista.
Ci fanno accomodare e
spieghiamo loro la nostra situazione; il signore ci risponde "Mira,
yo a qui soy el cocinero y tiene que preguntar a el mi padron que no es
bueno, es mas bueno que el bueno!" Ahy!
Que suerte!"
Andiamo quindi a domandare
al padrone che assolutamente non ha nessun problema, dice che possiamo
ripararci con la tenda nel suo giardino o se preferiamo in una camera
ripostiglio dove c'e' anche il bagno.
Io naturalmente opto per
la seconda possibilita'.
E' un momento di molto
lavoro nella estancia e lo seguiamo in un grande capannone dove e' pieno
di giovani intenti a tosare le pecore (ne posseggono 12.000)
Rimaniamo ad osservare la
catena di questo lavoro e poi Max si mette a dare una mano al padrone
facendo rotolare pacchi di lana da 260kg.
Io visto che c'e' una
bascula, ne approfitto e uno dei ragazzi fa il peso: 78kg, mi viene male!
Il padrone pero' sorride con aria sorniona e mi rassicura "No te
preoccupa, esta hace mas de 10kg!" Ma guarda te, questi uomini di
campo ,mi ricorda la bascula di qualcun'altro.
Con un piccolo giro di
parole il padrone dice di averci intravisto ieri sull'imbarcadero da Punta
Arenas e facendo mente locale mi ricordo anch'io di averlo notato perche'
aveva quest'aria curiosa, con una papalina grigia calata sugli occhi, un
maglione di lana di una taglia in piu' e una valigetta rigida. E' un
signore sui 65 anni, calvo con due baffetti bianchi magro e con una
andatura dinoccolata, la cosa che colpisce sono come sempre gli occhi che
esprimono una gran bonta' d'animo e in seguito abbiamo infatti modo di
appurarlo.
Ci sistemiano nel locale
che ci e' stato messo a disposizione ("Ahora, se esta'cansada puede
descansar! Adesso se sei stanca puoi riposare") e cosi' avviene fino
alle 8 quando Max entra trafelato dicendomi "dai
Claude ci aspettano per la
cena!!"
Ebbene si, arriviamo nella
casa e troviamo il padrone, il figlio, il pastore e il capo della squadra
di tosatori ad attenderci.
Mi fanno sedere a capo
tavola nel posto normalmente
del padrone ed io "Oh! No,no puedo..." e lui "Si,
esto es el mi asiento ma quando no hay damas pero!" (si questo e' il
mio posto ma quando non ci sono damas!)
Cioe', sono
imbarazzatissima. Ci fanno servire per primi, ci versano da bere e il
figlio Geronimo di 18 anni nonostante indossi ancora gli abiti da lavoro,
potrebbe apparire come un lord inglese tanto e' lo
stile e la discrezione.
La cena, compreso il pane,
e' casera, fatta dal cocinero e per tutto il tempo noi cerchiamo di
parlare ma mi accorgo che loro starebbero tranquillamente anche in
silenzio senza che questo metta in imbarazzo nessuno, godendosi il pasto,
riflettendo o guardando semplicemente l'orizzonte della pampa che sta
poprio di fronte a noi.
Terminiamo con caffe' e,
mentre gli altri si congedano, noi siamo addirittura invitati alla casa
del padrone dove appena entrati vediamo vari pacchi sparsi per la cucina,
padre e figlio esclamano "E' tornata la mamma..!!" La chiamano e
da un corridoio ci viene incontro una bella signora dal viso dolce e
solare, bacia i due familiari e poi anche noi, dandoci il benvenuto.
Ci fanno accomodare, ci
offrono biscotti di dulce de leche e parliamo della loro famiglia, del
bisnonno irlandese, il primo che arrivo' in Cile il cui lavoro era quello
di consegnare la posta a cavallo nelle varie estancias disseminate in
questa regione impiegandoci 15 giorni.
E' un piacere stare a
conversare con queste persone dai modi cosi'affabili e gentili e,
trovandoci a nostro agio, gli raccontiamo un po' della nostra storia, dei
sacrifici fatti in gioventu' col nostro lavoro ma anche delle innumerevoli
soddisfazioni e a me scappa addirittura di dire: "Ahora me gustaria
mucho a mi tambien hacer una familia ... con mas de dos personas pero'!?!"
E' arrivato il momento di
dare la buona notte e ci invitano raccomandandosi alla colazione di
domani. La signora si preoccupa per lo stato del locale dove stanotte
dormiremo, ma Max ha sempre la frase
giusta pronta: "Señora
no se preoccupa, por esta noche esto es como un cinco estrella! (5
stelle)"
Usciamo di casa e corriamo
in camera storditi, ci infiliamo nei sacchi a pelo e a lume di candela
ancora non ci capacitiamo della cortesia di queste persone.
Ripensandoci forse il
segreto sta proprio nel nome di questo luogo: ESTANCIA ARMONIA......
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Venerdi' 04.01.02
ESTANCIA ARMONIA -
S.SEBASTIAN 96 Km
Stamattina facciamo
colazione con il cocinero ma la sig.ra in seguito se ne ha a male perche'
ci aspettava da lei, purtroppo non ci eravamo capiti. Facciamo le solite
foto di rito scambiandoci indirizzi, salutiamo la famiglia Kovacevich e
loro lo fanno con la classica formula che usano qua: "Suerte! Que tengan mucha suerte y que disfrutan bien el su viaje. Cuidanse!"
(Fortuna! Che abbiate fortuna e che godiate al meglio del vostro viaggio.
Abbiate cura di voi!).
Scappiamo via perche' e'
veramente troppo quello che hanno fatto per noi. Con un magone in gola
incominciamo a pedalare salutati anche da un gruppo di stupendi guanaco
che ci attraversano la strada.L'andatura e' molto sostenuta non essendoci
salite impegnative e avendo sua maesta' il vento a favore. E' incredibile
come non si possa fare a meno di pedalare perche' spinti alle spalle da
ogni sua folata.
Anche oggi pero' c'e'
l'imprevisto: il copertone della ruota posteriore di Max e' tutto rovinato
e addirittura esce un po' di camera d'aria. Non faccio in tempo a
farglielo notare che in 100 m fora ... La prendiamo con filosofia, ci
mettiamo dentro un fossato per ripararci e sistemiamo il tutto: non ci
sono storie, per intraprendere questo viaggio bisogna essere in grado di
fare un po' tutto altrimenti si rischia di rimanere appiedati e magari
aspettare per ore un mezzo che ti carichi.
Ripartiamo e in men che
non si dica arriviamo alla frontiera cilena. Ci fermiamo al ristorante:
c'e' un bus di turisti che ci guardano con aria sostenuta ma, dopo essere
entrata nel locale, non faccio in tempo a tornare fuori per prendere una
cosa che gia' son tutti li' attorno alle bici ad esaminarle: e' inutile,
la curiosita' e' troppa.
Nell'ultimo pasto cileno
discutiamo della famiglia Kovacevich. A me torna in mente quando qualche
tempo fa 2 turisti stranieri chiesero la stessa cosa a mio babbo e lui gli
diede il permesso di accamparsi nel nostro podere e tutti noi: "Ma
sei matto! Chissa' chi sono questi qua?!?" Ecco la differenza: nella
nostra societa' il viandante e' guardato con sospetto mentre qua a noi, due perfetti sconosciuti, c'e' stato dato da dormire, ci
hanno sfamato e trattato come due ospiti benvenuti ... che strano mi
ricorda una famosa parabola. Da quando siamo diventati cosi'? E che
tristezza vivere sempre con questi timori e in maniera sospettosa nei
confronti di chi non si conosce.
Arriviamo alla dogana
cilena e, dopo i soliti passaggi di rito, notiamo che alle auto
provenienti dall'Argentina viene spruzzato del disinfestante e che inoltre
e' assolutamente proibito far entrare in Cile alimenti crudi a causa
dell'afta epizotica che non e' stata ancora debellata in Argentina. Ah!
che bella novita'! Ma non e' finita qui: alla frontiera argentina ci
dicono che il nuovo governo (il terzo nel giro di 20 giorni) ha deciso di
togliere la convertibilita' e da domani 1 pesos non varra' piu' un dollaro
ma bensi' il 40% in meno!!! Dopo 11 anni di convertibilita' 1 a 1, qua
tutto cambiera' con non pochi problemi: i dubbi e le incertezze che
affliggono questo popolo continuano ad aumentare ... tutta la nostra
solidarieta' in questo momento cosi' nero che sta vivendo l'Argentina.
Quando ascoltiamo quello che sta avvenendo, noi due proprio non riusciamo
a capacitarci: e' assurdo quanto la classe politica precedente abbia
governato così male e in maniera così corrotta da
indebitare l'economia di un paese
ricco di materie prime, di opportunita' e di innumerevoli risorse.
Vabbe' tutto questo
dovrebbe giovare un po' alle nostre finanze che cominciano ad essere un
po' in rosso: per noi italiani con la nostra liretta, questa vacanza
risulta piuttosto cara anche se le facciamo tutte per spendere qualcosa in
meno, dall'alloggiare in miseri hostal con baño compartido al farci
passare come studenti con le solite tessere universitare create
ingegnosamente da Max.
Tutti chiudono un occhio e
sorridendo domandano: "Estudentes de la Escuela o de la Vida?"
Ormai non freghiamo piu' nessuno, hai voglia di raccontargli che siamo
fuori corso!!!
Prendiamo alloggio
nell'hotel a S.Sebastian dell'Automobil Club Argentino, un posto
squallidissimo come tutti i posti di frontiera dove non c'e' nulla a parte
gli uffici della dogana, una pompa di servizio e l'hotel in questione.
Poco importa, siamo gia'
ampiamente soddisfatti per i 96 km percorsi, ci riposiamo e dopo la cena
mi faccio anche "La Maschera di Zorro" in español visto che
oramai lo entiendo muy bien.
(Addirittura nei sogni le persone mi parlano in spagnolo....non ci
siamo!!!)
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Sabato 05.01.02
SAN SEBASTIAN - RIO GRANDE
85 Km
Si riparte e la prima
novita' e' la fine del ripio e l'inizio del pavimiento: si va bene ma si
fatica ugualmente perche' con il peso delle bici, le ruote creano un
pesante impatto con l'asfalto. Il vento non e' del tutto a favore ma
nemmeno contro, ce l'abbiamo sul lato destro ed e' strano come si stia
sempre a misurare ogni metro di asfalto e, ad ogni curva della strada, si
segua la direzione che il vento andra' ad assumere e spesso mi ritrovo a
canticchia il vecchio Manu Chao: "El viento viene, el viento se va ,
sin mas razon..."
In 3 ore e 10 arriviamo
alla ventosa Rio Grande affacciata sull'oceano Atlantico, alquanto brutta
cittadina nonostante gli sforzi per abbellirla con coloratissimi fiori,
piste ciclabili e giochi per bimbi.
Io sono sullo stanchino e,
come dice max, divento intrattabile e dopo esserci un po' rifocillati, mi
butto sul letto ed entro in un dolce coma, estraniandomi totalmente e non
sentendo piu nulla di quello che mi circondaVengo risvegliata da Max per
andare a mangiare:lui si fa
il solito bife de chorizo eccezionale al quale non sa proprio resistere
(in pratica e' una bistecca spessa, tenera e succulenta delle
ineguagliabili carni argentine)io rinuncio perché non ne posso proprio più
di mangiar carne.Torniamo in Italia con la gotta!!!!
A letto presto: domani
giornatina...
“Tomiamo” un bell'Aulin:
incominciamo ad aver male ai muscoli e alle articolazioni ed e' meglio
incominciare a caricarci un po', giusto per prevenzione!!
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Domenica 06.01.02
RIO GRANDE - HOSTERIA
KAIKEN 50 Km
Epifania, e' arrivata
anche la befana e non possiamo fare a meno di pensare a tutte le persone a
casa che, con questa festa, termineranno di mangiare gli ultimi panettoni.
Noi al contrario, sebbene
non ci siamo privati di niente, incominciamo ad avere i visi segnati dalla
stanchezza e le occhiaie, ormai permanenti, lasciano trapelare la nostra
attuale condizione fisica.
Dopo una nottata di
pioggia indugiamo nei nostri letti fino alle 9 sperando che il tempo
migliori, ma cio' non avviene. Durante la colazione siamo interrotti da 5
motociclisti brasiliani che domandano alla tipa dell'hostal se siamo noi
due i ciclisti e a risposta affermativa, ci invitano a fare una foto
insieme!
Svogliatamente, solleviamo
la faccia dalle rispettive tazzone di caffe extra e ci uniamo al gruppo
per foto ricordo.
Ah! Approposito del caffe':
oggi ne combino una delle mie: zucchero il caffe' con il SALE trovandosi
nel contenitore tipico dello zucchero!!! Al primo sorso rabbrividiamo ...
diamine hanno tentato di sabotarci!?!?! Che schifo!
La giornata e' iniziata
male e non e' nemmeno migliorata davanti al solito buon caffe',
anzi....Tentenniamo su cosa fare e vagliamo le varie possibilita' ed alla
fine al primo stralcio di sole io dico: "Max andiamo! Avventura e' e
avventura sia!"
In fretta e furia ci
cambiamo e a mezzogiorno siamo sull'avenida S.Martin diretti a Tolhuin.
Oggi non c'e' storia, e'
una giornata negativa per Max (il caffe' gli ha fatto proprio male) e, di
conseguenza, vedendo il mio fido condottiero in difficolta', ne risento
subito anch'io.
Il paesaggio che ci
circonda incomincia ad esserci ostile come non lo e' stato mai, senza
parlare dei nuvoloni carichi di pioggia che vediamo giungere
inesorabilmente verso di noi.
Dopo 50 km appoggiamo i
piedi a terra e in poco tempo riusciamo a caricare le bici sul cassone di
uno dei numerosi camioncini e dietro con loro proseguiamo il viaggio
raggiungendo Tolhuin e il Corazon del Fuego in appena 45 minuti.
Dobbiamo percorrere altri
6 km per giungere all'osteria Kaiken, posizionata in un splendido punto
panoramico sul lago Fagnano o Kami che occupa l'enorme avvallamento
glaciale situato sulla RN3 tra Rio Grande e Ushuaia.
Abbiamo subito modo di
constatare la variabilita del clima per cui e' famosa questa terra: siamo
infatti costretti a ricoprirci di tutto punto con cio' che disponiamo di
impermeabile trovandoci nel bel mezzo di un vero e proprio scroscio
d'acqua.
Il paesaggio e' oltre modo
cambiato: e' verdeggiante rispetto alla zona arida che circondava Rio
Grande ed e' ricco di foreste di faggi australi in quanto le pioggie
vengono tutte trattenute dalla Cordillera e scaricate in questa zona.
Il lago e' molto
frequentato dalla popolazione locale soprattutto nei fine settimana:
l'argentino medio e' molto amante della natura e della vita all'aria
aperta, ed e' solito trascorrere questi giorni nel "campo" in
tenda, a pescare, a cavalcare e senza farsi mai mancare l'irrinunciabile
fuego per la parrilla.
Dal canto nostro, sebbene
la giornata non sia stata del tutto positiva, siamo comunque troppo
felici: rimangono solo 130 km e .... USHUAIA FRA UN PO' TI PRENDIAMO!!!
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Lunedi' 07.01.02
HOSTERIA KAIKEN - HOSTERIA
PETREL 65 Km
Stamattina, ancora con gli
occhi chiusi, vado dalle biciclette e sorpresa ne trovo un'altra: una
specialissima da corsa, con due raggi in croce legati sul piantone e un
unico portapacchi leggero posteriore.
Torno da Max e gli dico:
"Oh!Di la' c'e' una bici da corsa italiana!?!?"
A colazione abbiamo modo
di conoscere il pazzo che intende arrivare fino a Buenos Aires con quella
bici: Sergio di Milano, signore di mezza eta' arrivato ieri da Ushuaia
all'una di notte attraverso una incredibile strada sterrata! Ci fa morire
perche' e' allo sbaraglio in pieno!!! Per esempio non ha niente di
impermeabile e se piove si passa una crema sulla gamba nuda e via
andare!!! Un altro mito!
Per la penultima tappa
noi, al contrario di Sergio, siamo bardatissimi perche' il cielo si sta
coprendo. Lo sterrato che dobbiamo percorrere e' il peggiore mai provato,
con buche a volonta' e avvallamenti infiniti che ti fanno sobbalzare sulla
sella. La pioggia e' incessante, siamo fradici e gli automezzi che
incrociamo contribuiscono ancor piu' a bagnarci gettandoci addosso l'acqua
delle pozzanghere. Siamo del tutto rovinati e impantanati persino in
faccia e io, a causa dei questo sterrato osceno, mi atterro un casino, non
sopporto piu' le continue sollecitazioni. Stiamo in continuazione a
zigzagare per evitare le buche e cercare di percorrere lo sterrato
migliore. Stiamo con le mani rigide sui freni e per me questa e'
un'ulteriore complicazione visto che da un po' di giorni si e'
riacutizzato il dolore alla mia famosa spalla affetta da una precoce
periartrite (sono da buttare). Nei vari cartelli stradali che segnano i
km, si incomincia a fare il countdown finale per Ushuaia e solo grazie a
questo mi rincuoro perche' per la prima volta ho avuto un odio atroce per
la bici, l'avrei volentieri gettata in uno dei laghi che affianchiamo (Fagnano,
Escondido).
Ma non demordo, stringo i
denti anche con Max che ogni tanto, come sempre, mi chiede "Come
va?" ed io imperturbabile "Beneee!!!" solo all'arrivo gli
raccontero' le difficolta della giornata, ma durante la bici non ho mai
dato a vedere un momento di sconforto.
Ed ecco l'indicazione
dell'hosteria Petrel, la seguiamo per 5 km e la intravediamo sulla sponda
del lago Escondido.
L'ampia sala e' strapiena
di turisti arrivati in bus e, come entriamo, sollevano tutti lo sguardo in
nostra direzione: in realta' non siamo belli subito cosi' conciati. Due
turiste bolognesi piuttosto annoiate si complimentano con noi che invece
stiamo patendo un gran freddo e Max e' in seria difficolta' con una mano,
avendone perso temporaneamente la sensibilita'.
Ci sistemiamo in questa
fantastica osteria, un po' cara ma per oggi non c'e' alternativa.
Il posto e' splendido e
dopo esserci riposati (io sono ormai morta, fortuna che domani e' l'ultimo
giorno!), ci sediamo a guardare per interminabili attimi il mutamento del
paesaggio e soprattutto del cielo: assume le piu' svariate sfumature di
colore dal violetto, al turchese, al rosa, all'amariglio, incorniciato da
soffici nuvole che si rincorrono ad una eccezionale velocita'.
Stiamo aspettando i
castori che dovrebbero arrivare per cercare da mangiare: eccoli! Sono
rapidissimi, che formidabili nuotatori!!!
Davanti a queste tipiche
immense vetrate, esaminiamo il tempo per domani: sembrerebbe rasserenarsi,
ma e' meglio dirlo piano....
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Martedi' 08.01.02
HOSTERIA PETREL - USHUAIA
LA FIN DEL MUNDO 65 Km
Come tutte le notti che
precedono i grandi giorni, Max non mi ha dormito per niente, assorto a
pensare all'arrivo ormai prossimo ad Ushuaia ed ad ascoltare il lago e 4
ragazzini accampati nel bosco che hanno trascorso tutta la notte a pescare
truchas (trote)
I risultati della sua
nottata in bianco si rifletteranno tutti in bici, mentre io mi sono goduta
il letto migliore provato fino ad ora e, ben riposata, ho le gambe che
scalpitano.....
PARTIAMO!!!!
Caldo Sole
Salita Salita Salita
Sudore
PASSO GARIBALDI
Neve Freddo Giubbotto
Guanti Papalina
Sali Scendi
Sali Scendi Sole
Caldo Svestiti
Pioggia Pioggia
Giubbotto Copriscarpe
Max si ferma
Tormento Tormento
20 km
Aspetta Aspetta
Vai piano
Non aver fretta
Prolunghiamo l'arrivo
15 km
Grandine
Dolore sul viso
Salita Freddo Freddo Freddo
PASSO VELO DE NOVIA
Discesa In picchiata
6 km
CANALE DE BEAGLE
Emozione
Felicita'
BAHIA DE USHUAIA
Euforia Commozione
Fatica
Lacrime
USHUAIA LA CIUDAD AUSTRAL
MAS AL SUR DEL MUNDO
Serenita'
PACE.......
No quise no quise
Non volli non volli
no quise decirte nada
non volli dirti niente
vi en tu ojos
vidi nei tuoi occhi
dos arbolitos locos
due alberelli matti
de brisa
di
brezza
de risa
di risa
de oro
di oro
se meneaban.
si dimenavano.
No quise
no quise
Non
volli non volli
no quise decirte nada.
non volli dirti niente.
GABRIEL
GARCIA LORCA
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MERCOLEDI' 09.01.02
All'arrivo in Ushuaia, fra
gli innumerevoli stati d'animo ed emozioni che si succedevano, con gli
occhi ormai impazziti dalla gioia, mi sono ritrovata a ripetere questa
piccola e dolce poesiola che mi ha fatto conoscere Bibi (inseparabile da
Lele i miei due carissimi amiconi) e all'improvviso tutto quello che
abbiamo trascorso in questi magnifici 30 giorni mi e' tornato in mente
come in un flash-back e cosi' allo stesso modo la fatica. L'ultimo
kilometro e' stato interminabile e Max, in uno strappo per raggiungere l'avenida
principale, ha rotto di nuovo la catena quindi, per solidarieta', scendo
dalla bici e via arriviamo a spinta davanti alla Municipalidad della
cittadina, la quale, il giorno dopo, ci consegnera' un attestato della
nostra impresa da donare al Comune di Longiano.
Noi, invece, domandiamo ai
ragazzi della calle e, seguendo le loro indicazioni, ci dirigiamo alla
casa di due ventenni.
Nella camera
incasinatissima di Ferdinando assistito dal piu' giovane Mariano, su di
una instabile poltrona coi due ragazzini intenti a cercar la musica giusta
essendo patiti suonatori di chitarra, andiamo a siglare questa ultima
impresa con un souvenir permanente della Patagonia del tutto particolare:
un bel tatuaggio!
La nostra vacanza (se
cosi' si puo definire) sta volgendo al termine: torneremo a casa (giovedi'
17.01) arricchiti da una esperienza indimenticabile costellata da varie
difficolta' ma, soprattutto, da momenti speciali resi tali dalla grandiosa
natura che ci ha sempre circondato sperando di averle lasciato solo orme e
nessuna traccia, e da tutte le persone eccezionali che ne fanno parte e
che abbiamo incrociato sul nostro cammino.
Non potendo definire con
parole mie questa terra col rischio di impoverirla e di non renderle
pienamente merito, ho pensato di concludere questo bizzarro diario di
bordo delle due ruote affidandomi alle parole di uno dei primi che navigo'
ed esploro' queste acque e questi territori sulla nave Beagle:
"Rievocando le
immagini del passato, mi rendo conto che le pianure della Patagonia si
presentano spesso alla mia mente, e tuttavia queste pianure sono ritenute
da tutti desolate e inutili. Possono essere descritte utilizzando solo
notazioni negative: senza case, senza acqua, senza alberi, senza montagne,
vi crescono soltanto alcune piante nane. Perche' allora - e so che il mio
non e' un caso isolato - questi aridi deserti si sono fissati cosi'
tenacemente alla mia memoria? Perche' le pampas, ancora piu' piatte, piu'
verdi e fertili, che sono utili all'umanita', non hanno prodotto una
simile impressione sulla mia mente? Riesco a malapena ad analizzare i miei
sentimenti, ma in parte deve essere dovuto al fatto che queste terre
lasciano libero sfogo all'immaginazione. Le pianure della Patagonia sono
illimitate, perche' difficilmente accessibili, e percio' sconosciute; esse
portano l'impronta di una dimensione senza tempo, essendo rimaste cosi'
come sono per secoli, senza che siano posti limiti alla loro durata in
epoca futura."
CHARLES DARWIN
"La vida es un viaje
"La vita e' un viaggio
y viajar
e viaggiare
es vivir dos veces"
e' vivere due volte"
MAX Y CLAUDE
Speciali ringraziamenti:
I cari amici Flavia Carlo
Federico Dozio della ditta Lampar Monza
Toni Gialdini di Gialdini
Sport Brescia
Davide della Sport Bike
Cesenatico
Loris di Foto Loris
Cesenatico
Vaude abbigliamento
tecnico
Willi Mulonia per
l'incoraggiamento e consigli (www.willyextreme.com)
e la nostra mitica e
sempre presente PATTY grazie alla quale avete
potuto leggere tutto
questo folle viaggio (www.seipi.it).
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