Patagonia

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Patagonia “il sogno”

Diario di viaggio

 

Mercoledì' 05.12.01 

Arrivo a Buenos Aires dopo non poche difficolta' a causa delle biciclette non smontate come invece avevamo fatto finora (ci sono costate quelle 900.000 di extra baggages- roba da piangere!-)

Buenos Aires e' una metropoli ultra grande e trafficata, la gente per strada va a skeggia invece di camminare e noi, il primo giorno, ci facciamo trascinare da questa onda di persone. Conclusione: torniamo a casa strisciando dalla stanchezza o forse in realta' sono stati i due bicchieri di vino argentino  bevuti come aperitivo in una meravigliosa enoteka in onore  alla  nostra avventura?

 

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Giovedi' 06.12.01

 Girato ancora per la capitale e anche oggi sgambandoci abbiamo visitato vari luoghi interessanti:Il Microcentro (un labirinto di affollatissime vie pedonali tutte uguali con miriadi di negozi) la Plaza de Mayo (dove come ogni giovedì troviamo le instancabili madri dei desaparecidos che si adoperano nella campagna perché si faccia pienamente luce e giustizia sulle atrocità della guerra sporca)e infine  il quartiere bohemienne di S.Telmo dove si tiene la settimana del Tango e dove abbiamo assistito alla sua rappresentazione nelle  3 forme (strumentale, vocale e danzato) e ci ha letteralmente rapito con la sua bellezza struggente tanto che alla sera abbiamo cercato disperatamente un luogo dove poter andare anche noi ad imparare qualche passo; purtroppo pero' ci e' stato indicato un luogo nel bronx di B.A. frequentato da qualche anziano nostalgico che a malapena si reggeva.....

Vabbe' sara' per quando torneremo nella capitale

 

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Tango a S.Telmo

Venerdi' 07.12.01 

Oggi giornata di trasferimento a S.Carlos de Bariloche (meglio nota agli italiani come la cittadina dove fu ritrovato Erich Priebke) e ci lasciamo alle spalle la movida porteña e le sue bellissime ragazze dove Max non aveva abbastanza occhi per guardare(io non posso dire altrettanto!).

Anche qui troviamo non pochi problemi per imbarcare le biciclette ed io ho un attimo di sconforto...

Dopo averle imballate con fatica utilizzando la velina di sicurezza per le valigie, finalmente si parte.

Il signore al nostro fianco ci riconosce come italiani e noi gli diciamo cosa abbiamo intenzione di fare; lui dopo averci dato dei "locos" ci da' qualche suggerimento e addirittura ci vuole portare a tutti i costi al Refugio la Bolsa del Deporte dove siamo indirizzati.

Carichiamo i nostri ingombranti bagagli e accalcati tutti nell'auto del figlio arriviamo al refugio dove ci accoglie Carlito("Ah!Claro Carlitos es un loco como ustedes!?!?"Chiaro Carlitos è un pazzo come voi!)Salutiamo padre e figlio gentilissimi e ci sistemiamo in questa strambalata nuova abitazione costruita tutta in legno,piena di giovani un po' pazzi controllati da uno un po' piu' adulto che e' uguale al cantante dei Bee Gees e dove ad una certa ora ognuno si fa da mangiare nella funzionalissima cucina comune. Noi due approfittiamo di dividere il nostro minestrone surgelato con Peter un olandese volante dall’aria spaesata anche lui in bici attraverso l'America Latina che ci appare piuttosto bisognoso..

 

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Sabato 08.12.01 

SAN CARLOS DE BARILOCHES – LLAO LLAO  45 KM

Stamattina abbiamo provato la gamba che e' ancora piuttosto imbastita a causa dei vari kilometri di "passeggiate" e ci siamo diretti verso Llao Llao (pane indiano)dove abbiamo potuto ammirare panorami stupendi e con una seggiovia siamo anche giunti in un punto panoramico da cui si gode una magnifica vista sul lago Nahuel Huapi.

Abbiamo fatto un totale di circa 45 kilometri e al nostro ritorno ne abbiamo approfittato per andare in una delle varie cioccolaterie (dei veri e propri supermarket del goloso) per soddisfare il "calo di Zuccheri" ed io incomincio a girare per il locale come una bambina in estasi che non sa cosa scegliere (troppa roba!).Bariloche è stata costruita ad immagine e somiglianza di un paese di montagna svizzereo coi suoi rifugi in legno, le case dai tetti a punta, le cioccolaterie con le tovagliette e i gadget tirolesi.Anche le stesse persone ricordano dei tedeschi:io invece rabbrividisco quando penso che come ora sto osservando bonariamente questi pacifici anziani per bene che si godono l’ora del the, qualcuno qualche anno fa abbia potuto guardare allo stesso modo un anziano dai modi discreti e gentili ma dagli occhi vitrei dietro ai quali si nascondeva l’artefice del massacro delle Fosse Ardeatine.Che strana sensazione…

Alla sera abbiamo fatto conoscenza di vari altri ospiti del refugio fra i quali vari free climber (modello Forrest Gump) e Mark un londinese geologo(Amiga,la copia in bello di Hugh Grant) ognuno a raccontarci le varie esperienze.Mi ha stupito quell'acqua cheta di Peter l'olandese che si e' gia' girato mezzo mondo (incredibile!), tutto questo parlare davanti allo strepitoso ASADO cotto per tutti da Carlitos: e' stata una gran serata!

 

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cena la bolsa

Domenica 09.12.01

 

 SAN CARLOS DE BARILOCHE - EL BOLSON 130 KM

Montiamo con tutti i bagagli le biciclette, salutiamo Carlitos, Neri e i vari abitanti di questo  rifugio unico e diamo inizio alla nostra adventure.

Oggi ci aspettano 130 km.: la giornata e' splendida e attraversiamo il parco nazionale Nahuel Huapi entusiasti alla vista di quello che ci circonda :il profumo dei coloratissimi fiori selvatici,il lago dalle acque vergini, le persone che ci salutano calorosamente al nostro passaggio e l'aria frizzante di questa primavera argentina.

Ci fermiamo sulla riva del lago Mascardi e troviamo una vera oasi per gli amanti del barbecue strapieno di argentini che cucinano carne; la nostra misera pasta non fa in tempo ad essere pronta che una coppia ci offre quello che sta cucinando: queste persone sono veramente incredibili, di una gentilezza innata.

Ripartiamo e dopo un po' la stanchezza si inizia a sentire e la strada anche a salire: siamo circondati da vette maestose dalla punta innevata fra le quali anche un vulcano inattivo il Monte Tronador (Tonante) che divide l'Argentina dal Cile, siamo accompagnati dal canto di diverse varieta' di uccelli e il fragore cristallino dell'acqua dei torrenti ci invita spesso a fermarci per rifocillarci dalla calura di questa calda giornata.

Dopo una bella discesa che non facciamo particolarmente veloce anche a causa delle folate di vento patagonico, la strada torna a salire ed io ad indietreggiare: fortunatamente gli ultimi km. sono di abajada perche' siamo piuttosto stanchi e Max anche molto infastidito dalle api, mosche e vespe che non ci hanno dato tregua a causa della crema solare indispensabile perche' oggi eravamo a rischio ustione.

Finalmente arriviamo a El Bolson rifugio di hippie che viaggiano su scassati furgoni Ford, tutti giovani coppie di cappelloni e  treccine con vari figli al seguito e mogli sempre incinte: a dir la verita' ci fa venire a mente la "vallata di Bo e Luke" mancano solo lo Zio Jessee e lo sceriffo Rosco perche' di macchine alla Generale Lee  e' veramente pieno!!!

 

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Lunedi' 10.12.01 

Giornata di DESCANSO e controllo posta elettronica dove troviamo tutti i vostri graditissimi messaggi: GRACIAS! HASTA LUEGO!

 

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Martedi' 11.12.01 

EL BOLSON - CHOLILA 70 KM

Evvai oggi si riparte alla volta di Cholila!!

A parte il primo tratto di salita per uscire da El Bolson, la tappa non e' molto dura ma, come al solito, ci dobbiamo ricredere: infatti tutta l'ABAJADA che percorriamo e' compensata da altrettanta SUVIDA.

Ci fermiamo un attimo in una confiteria e ripartiamo per altrettanta salita: io sono un po' avvilita ma naturalmente non mi lamento e cerco di godermi il panorama che ci circonda, fatto di abeti e casette in legno; sembra che da un momento all'altro debbano uscire Heidi e Peter ...

Finalmente quando ormai non ne potevo + con Max che mi da' la botta finale ("Oh! Stiamo facendo una media + bassa di quella di ieri"), arriviamo al crucero e inizia lo sterrato: io, che sono piu' agreste di Max, mi entusiasmo subito e lo preferisco a quell'asfalto cocente e alle interminabili salite.

Bisogna stare molto attenti per le varie buche, dissestamenti, e a non perdere l'equilibrio a causa del "ghiaione".

Andiamo + spediti e siamo veramente soli circondati dalle solite montagne dalle punte innevate: sono cosi' austere, statiche e si stagliano in un cielo cosi' nitido,  color indaco che creano un contrasto senza eguali. Nella loro immobilità sembra ti osservino, esigendo rispetto.

Finalmente arriviamo all'incrocio che indica la CASA DE LA PIEDRA dove troviamo il rudere che si presuppone fosse la estancia abitata dai due gringo Butch Cassidy e Sundance Kid quando provarono ad allevare pecore sospendendo la loro attività di rapinatori di banche.

Noi invece arriviamo alla CASA dove cerchiamo ospitalita' ma purtroppo e' chiusa perche' i proprietari sono in partenza per un giorno.

Io mi metterei a piangere perche' siamo fuori dal mondo ... Domandiamo se possiamo accamparci dietro la casa e cosi' facciamo.

Montiamo la tenda, ci laviamo con acqua piovana e ci cuciniamo la nostra pasta semi

liofilizzata: siamo immersi nella natura e in silenzio ci godiamo tutti i suoi suoni, colori e odori ... (Pele' permettendo, un cucciolo che non ci da' tregua!)

COMIDA                                  CENA

Uno se come                              Uno si mangia

La luna en la tortilla                   la luna nella tortilla 

Comes frijol                                mangia frijol

Y come tierra                               e mangia terra

Comes chile                                 mangia chile

Y comes sol y fuego                    e mangia sole e fuoco

Bebes agua                                   beve acqua  

Y bebes cielo.                               e beve cielo.

     

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Mercoldi' 12.12.01 

CHOLILA - LAGO RIVADAVIA  43 KM

Stamattina ci siamo svegliati +ttosto intontiti a causa della nottata trascorsa piena di rumori di uccelli e di vari animaLI + Pele' che e' riuscito a slegarsi e che e' stato accanto alla nostra tendaa mugolare  per tutta la notte.

Ripartiamo un po' scarichi, ci fermiamo a desajunar e una signora mi fa provare Yerba Mate una specie di te' (te' paraguaiano) che qui in Argentina e un vero proprio rito irrinunciabile bevuto con uno strano aggeggio ma che mi da' subito una certa carica.

Il terreno e' migliore di quello di ieri fino a quando non arriva la salita.

Giungiamo al PARQUE NACIONAL LOS ALERCES ed e' veramente spettacolare.

Come al solito non c'e' un'anima e quando troviamo un camping decidiamo di accamparci.

Conosciamo dei ragazzi pescatori argentini che pescano trote che ci invitano a mangiare con loro: il posto e' stupendo a parte i soliti mosconi che non ci danno tregua e ci

costringono a rintanarci nella tenda.

Questi mosconi si chiamano TABANOS (o talebani come diciamo noi due) e sono dei veri e propri “Hijos de Puta” (figli di puttana) come dicono 4 ciclisti argentini che ci invitano alla loro mesa a comer milanesa.

Come al solito scrocchiamo cibo e bevande anche questa sera in cambio di varie chiacchere delle quali

siamo buoni dispensatori.

Nel frattempo son tornati i pescatori e anche loro ci invitano a star con loro ma preferiamo andar a letto non prima di esserci gustati un cielo stellato da mozzare il fiato, inenarrabile.....

 

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Giovedi' 13.12.01

 

LAGO RIVADAVIA-TREVELIN 78 Km

Risvegliati in questo luogo spettacoloso:apriamo la tenda e siamo abagliati dal lago che brilla grazie agli intensi raggi del sole mattutino  e alle sue acque cristalline dove ogni tanto si vede saltare un pesce ...

Salutiamo tutti e partiamo; ci aspetta subito, come al solito, una bella salita e uno sterrato tortuoso ma, fortunatamente stiamo meglio di ieri e ci godiamo questi luoghi con una natura intatta,immacolata  e cosi' amata e rispettata.

Fiancheggiamo il Lago Verde dal colore delle sue acque nelle quali si riflettono gli Alerce, alberi paragonati alla sequoia gigante della Sierra Nevada californiana i quali possono avere una vita lunghissima (4000 anni) e avere un diametro di 4m con un'altezza di 60.

I ghiacciai delle montagne andine che delimitano il confine col Cile sono in lenta regressione ed hanno creato questa zona lacustre praticamente incontaminata dove noi ci possiamo dissetare da ogni rivolo d'acqua senza alcun problema.

Vicino a Futalaufquen ci fermiamo un attimo e decidiamo di proseguire per Trevelin che dista altri 32km.

Stiamo bene e dopo aver degustato anche la torta che una signora ci offre (forse ci vedono deperiti xe' tutti qua tendono ad offrirci da mangiare), ripartiamo.

Ritroviamo l'asfalto x circa 20km e poi ancora sterrato e in breve giungiamo a destinazione in questo paesino che ha mantenuto i tratti gallesi dei primi abitanti risalenti a meta' del diciannovesimo secolo.

Troviamo alloggio in un hostelling che e' una casa meravigliosa abitata da una famiglia particolare ...

Che gran giornata!!!

In bici, quando ho visto che mancavano solo 11km a Trevelin, non riuscivo a trattenermi dall'emozione!!!

Che felicita'!

 

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claudia ripio

 

 

Venerdi' 14.12.01

 

Oggi rimaniamo a goderci questo piccolo pueblito e visitiamo il museo gallese e beviamo il relativo the in una delle piu' antiche sale da the del paese (Nain Maggie): e' un gran rito dopo il quale e' difficile mangiare nuovamente perche' e' tutto un assaggio di Tortas, Postres, Pan y Marmelada Casera.

Abbiam conosciuto una famiglia di romani trasferitesi ormai da 7 anni in questo luogo sperduto e felicissimi della loro scelta e poi alla casa dalla nostra famiglia composta da Charly, Bibiana e i figli Mirko e Fidel: ci uniamo a loro a pulire e mangiare fragole appena colte mentre Bibi impasta il pane per la colazione, beviamo il solito yerba mate(rito collettivo) gustandoci questo ambiente unico.

La casa è stata progettata e costruita proprio da Charly e Bibi circa 10 anni fa cercando di rispettare ed esaltare le norme basilari del rispetto ambientale: è tutta in legno, la parete principale è un’immensa vetrata attraverso la quale si ha sempre davanti agli occhi la visone delle Ande cilene, del verde e curato prato e del placido cavallo che vi stazione notte tempo .

Nel soggiorno/cucina non si trova la classica televisone ma perennemente ascoltano della gran bella musica: io do di matto quando ad un certo punto sento uno dei miei preferiti ….mi affaccio dalla scala e dico:”Charly, ma esto se BEN Harper?!?!?”Lui si stupisce e dice di averlo trovato in un negozietto a Esquel ma là, non è per niente conosciuto mentre a lui piace molto. Claro, non potrebbe essere altrimenti:quando gli dico di averlo visto quest’estate in concerto, impazzisce lui…!

A Bibi , invece domando la ricetta del suo fantastico Pan casero Patagonico:me la farà avere accompagnata da un “Oda al Pan” di Neruda come buon auspicio e buona riuscito.

Io sono in brodo di giuggiole…. che atmosfera idilliaca…

Dopo cena io mi attardo un po' per parlare con gli ospiti della casa(una delle pratiche che mi riesce naturale), gustandoci un bicchiere di vino tinto: si discute soprattutto della incredibile crisi argentina della quale tutta la popolazione soffre DEMASIADO, sono veramente atterriti:si percepisce nelle persone una forte crisi morale.!!! Peccato...

ODA AL PAN                                     ODE AL PANE

Pan con harina,                                     Pane con farina,

agua y fuego                                         acqua e fuoco

te levantas.                                            ti lievitano

espeso y lieve                                        denso e lieve

recostado y redondo,                             incline e rotondo,

repietes el ventre de la madre,               ripeti il ventre della madre,

equinoccial germinacios terrestre.         equinoziale germinazione terrestre.

Pan, que facil                                          Pane, che facile

Y que profondo eres……..                     e che profondo sei……..

 

Pablo Neruda (fragmento)

 

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Sabato 15.12.01

 

TREVELIN - ESQUEL 30Km.

Salutato a malincuore Charlie e Bibi (i due ragazzini non c'erano xe' sono stati fuori tutta notte in tenda a pescare(?!)): ci becchiamo il solito caldo di meta' giornata ma fortunatamente arriviamo in un baleno.

Esquel e' una cittadina tutta cemento senza alberi circondata da montagne aride: decidiamo di partire la sera stessa per la Penisula Valdes un luogo assolutamente unico al mondo con numerosi animali allo stato brado.

Oggi compleanno di mio fratello Davide: auguri a colui che si e' impossessato di casa nostra durante la nostra assenza!

Mi raccomando pochi festini: approposito ti piacerebbero un sacco le argentine sono veramente delle belle ragazze!!!

 

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Domenica - Giovedi' 20.12.01

 

VISITA DELLA PENINSULA VALDES

Durante questi giorni abbiamo un po' abbandonato la bici per dedicarci alla visita di questo luogo affascinante: abbiamo visto la balena franca dei mari australi, le otarie, gli elefanti marini, i guanaco, varie varieta' di uccelli e per finire una pinguinera di circa 1/2 milione di pinguini a Punta Tombo dove vengono a riprodursi.

Che luoghi incredibili!

Che meraviglia poter vedere questi animali cosi' da vicino e che strano trovarli in questo caldo asfissiante si' perche' nel nostro immaginario credevamo vivessero in luoghi piu' freddi.

Fra gli incontri piu' stravaganti dobbiamo segnalare una mamma di Castelbolognese trasferitasi in Grecia dove ha cosruito una casa in pietra e vive senza TV e Internet ed ora e' qua in Patagonia sola col figlioletto di 4 anni per 1 mese e 1/2; una giovane coppia di insegnanti olandesi in giro da 5 mesi per il Sudamerica contraddistinti da varie "sfighe": lui si e' beccato la febbre gialla che quasi moriva, un'infezione intestinale e l'ha morsicato anche un perro; mentre lei si e' dovuta togliere il dente giudizio in Messico e ieri a vedere i pinguini e' caduta con l'osso sacro su di una roccia appuntita e dal dolore e' svenuta per ben due volte.

Per fortuna l'abbiamo subito soccorsa,  non era niente di cosi' grave xe' eravamo veramente fuori dal mondo.

Ci ha stupito anche il fatto che sapessereo a malapena delle Twin Towers e comunque di nome non immaginassero proprio la drammaticià, la portata e gli effetti che questo tragico evento ha prodotto nella vita quotidiana di ognuno. In effetti quando si viaggia tutte le notizie giungono più ovattate e le si recepiscono in maniera molto diversa. 

ES TIEMPO DE BUSCAR A DIOS! (E’ ora di trovare Dio!)

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Venerdi' 21.12.01

 

EL CALAFATE-GLACIARES PERITO MORENO 72 Km

Ed eccoci arrivati a El Calafate piccola localita' piuttosto turistica adagiata sul lago Argentino con le sue acque di uno scintillante color turchese.

Siamo in uno dei soliti hostelling con camera con baño compartible ed e' molto carino.

Stamattina Max non ne voleva proprio sapere di svegliarsi cosi' vado a comprare pane e preparo la colazione.

Salutiamo la coppia di tedeschi anche loro in giro in bici e anche noi partiamo: la giornata non e' bellissima e il vento e' fortino.

Io mi attacco alla ruota di Max e non solo gli sto a ruota ma gliela divoro proprio riscoprendo i 1000 benefici di questa arte!

Qui infatti si fatica decisamente il 50% in meno ed iosto  sempre li' dietro, attaccata alla ruota di Max e intenta ad osservare la sua  divisa e fissandomi su quella linea di sudore che piano piano aumenta.

Mi affianco a lui che ha una espressione +ttosto contratta e gli chiedo se vuole il cambio ma, naturalmente, non c'e' storia e continua a tirare (vai trattorino!!!)

Giungiamo al ripio (sterrato) dopo 40km e poco dopo al luogo dove avremmo dovuto accamparci, che scopriamo essere chiuso (evvai!) e quindi proseguiamo per i restanti 22 km tutti di sterrato: non e' duro come il parque Los Alerces ma il vento non ci da' molta tregua e a tratti scendiamo anche dalla bici e proseguiamo spingendola con la polvere negli occhi e la difficolta' anche solo nel camminare.

Io sono inebriata dal profumo che ci circonda: mi ricorda il sapore di quelle gomme da masticare della Brooklin che ora forse non vengono piu' prodotte,forse cannella ... Eh!Ricordo di infanzia (niente risveglia un ricordo + di un odore).

La strada e' battutissima, rispetto alle altre praticamente deserte, soprattutto dai mini bus che fanno la spola per portare i turisti al ghiacciaio e di conseguenza ci impolverano rovinosamente.

Ad un certo punto mi compare davanti agli occhi in lontananza qualcosa di celeste, luccicante ... il PERITO MORENO!

La mia prima reazione e' di emettere un grido che spaventa Max: che meraviglia e che soddisfazione!

Finalmente arriviamo anche al camping molto spartano dove riusciamo a lavarci in maniera molto approssimativa, mangiamo qualcosa cucinato col nostro fornellino e poi, visto il freddino, ci rintaniamo nella tenda.

Buenas noche.

 

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Sabato 22.12.01

 

GIRO PER IL PARQUE NACIONAL LOS GLACIARES 20 km

Dopo le solite nottate in tenda dove io mi svegliero' quelle 100 volte ripetendomi "va la' che per terra ci dormono poi gli altri...", ci svegliamo con un freddo "birino": infatti nella notte ha nevicato imbiancando le cime delle montagne.

Frugale colazione e poi partiamo: le gambe non ne vogliono sapere di girare, sono imbastitissime ed io faccio una gran fatica anche senza l'equipaggio, mi sembra di portare 20 kg in piu'.

La causa, oltre alla fatica di ieri, e' sicuramente dovuta anche al fatto che io in tenda non riesco a riposarmi  e il risultato non tarda certo a farsi sentire soprattutto in bici che riesce a tirar fuori ogni problema -la bici non inganna mai-.

In breve arriviamo davanti al ghiacciaio Moreno che ci accoglie con un mega boato causato dallo staccamento di un pezzo di ghiaccio: infatti e' un'esperienza sia visiva che uditiva che ci lascia senza parole.

Vale proprio la pena e la sua visione mi fa lo stesso effetto di quando vidi il MACHU PICCHU, o l'HAVANA, o il DESERTO, o il sito archeologico azteco TEHOTHUACAN in Mexico, o lla piazza DJEMA EL FNAA a Marrakech e o il MARE della Thailandia: sono emozioni cosi' forti e inolvidabili (indimenticabili)che rimarranno davanti ai nostri occhi per sempre.

Andiamo a rifocillarci ma la fiacca non mi abbandona e Max, quando io sono cosi', riesce a scoraggiarsi + di me.

E' troppo forte!Torniamo alla tenda e mi fa morire come mette tutte le cose a posto, e' un precisino ed e' un divertimento vederlo lavorare tutto preso ...

Io lo guardo sorridendo, scrivendo e godendomi questa natura meravigliosa e, il lento passare delle ore ci fa compagnia e non ci angustia .....

 

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Perito moreno

Domenica 23.12.01

 

CAMPING BAHIA ESCONDIDA - EL CALAFATE

Stanotte non si e' chiuso notte a causa di famiglie di argentini accampati vicino a noi che hanno bisbocciato tutta notte senza darci tregua; mi sarei messa a piangere e ad urlare, non ho chiuso occhio fino all'alba dopodiché  mi sono alzata con l'istinto di fare una strage ...

Come ci siamo alzati loro impavidi ci hanno guardato e hanno acceso la radio ancora a manetta GRRRRR!!!

Un ulteriore  problema erano la pioggia e la  neve cosicché  il ritorno in bici risultava piuttosto arduo se non pericoloso.

Risultato: caricato armi e bagagli e raggiunto la cittadina con due simpaticissimi e gentilissimi ragazzi (JUAN Y MANUEL) sempre in debito con loro!

Per fortuna nonostante le avversita' sul nostro cammino compaiono sempre degli sconosciuti angeli custodi che ci aiutano disinteressatamente.

MUCHAS MUCHAS GRACIAS CHICOS POR LA MOLESTIA Y LA  GRANDE AMISTAD!

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Lunedi' 24.12.01 "NOCHE BUENA"

 

EL CALAFATE - ESTANCIA ALICE 43 Km

Stamattina svegliati con molta calma, desayunato e poi inforcato la bici diretti alla estancia Alice.

C'era demasiado viento + dell'altro giorno e abbiamo faticato un sacco ma per fortuna in 1 ora e mezza arriviamo: ci accolgono le simpatiche ragazze e prenotiamo per il giorno dopo.

Il ritorno lo voliamo nel vero senso della parola grazie al vento a favore ed ad ogni folata (soffia in media 40 - 60 km/h) ci ripetiamo: "Vai soffia, soffia piu' forte!"

E' uno sbrago!

A casa conrolliamo i msgi in posta elettronica e ne troviamo numerosissimi e tutti ci rallegrano tantissimo.

Ci facciamo un aperitivo, vasca in centro per negozietti e infine becchiamo la coppia di francesi conosciuti sul ghiacciaio che ci invitano a bere una birra: sono in giro con un camperino per 6 mesi e ci raccontano di essere andati l'anno scorso con lo stesso mezzo fino in Cina!!

Che tipi, pensare che sono due nonni!

Riusciamo a beccare la benedizione della Noche Buena nella piccola Iglesia e poi torniamo a casa dove troviamo 5 italiani a festeggiare e ci invitano ad unirci a loro.

Stiamo con loro fino all'una chiaccherando, mangiando panettone e godendoci i fuochi di mezzanotte!

FELIZ NAVIDAD!

Ah! Una cosa curiosa: questi ragazzi italiani a causa delle notizie divulgate in Italia sugli avvenimenti della capitale, si sono portati 40 kg di cibo perche' e' stato detto che c'era difficolta' nel reperire generi alimentari.

Il solito terrorismo psicologico della stampa: piu' la notizia e' grossa e farcita anche da qualche morto e  meglio e'! ... Che rabbia!

Non ne abbiamo mai parlato della crisi argentina ma da quando siamo arrivati si sentiva nell'aria questo malumore della gente ed era sempre in crescendo fino a scoppiare nella guerriglia urbana di Buenos Aires e

Cordoba.

Dove eravamo noi, tutto era relativamente tranquillo ma l'allarmismo e lo sconforto della gente si faceva sentire tanto, come d’altronde  avviene sempre in questi paesi latino americani costretti a subire le piu' grandi ingiustizie e gli ignobili soprusi da parte dei potenti pur parlando di uno dei paesi piu' europeizzati come l'Argentina.

Il discorso e' un po' complicato: gli uomini che hanno governato nell'ultimo decennio hanno rubato in maniera inverosimile (la nostra tangentopoli non e' stata nulla a confronto), ogni ente pubblico e' stato addirittura venduto a privati stranieri con speculazioni immani tanto da non avere piu' materialmente moneta.

Inoltre agli argentini è stato imposto di non poter  ritirare il loro denaro contante depositato in banca, se non per un massimo di 250 pesos a settimana.(una miseria!)

E' VERAMENTE PAZZESCO NON POTERE AVERE I PROPRI RISPARMI!!!

Un Natale molto giu' di tono per questa gente:

BUENA SUERTE A TODOS LOS PUEBLO ARGENTINO!!! QUE LA PASAN BIEN!

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Martedi' 25.12.01

 

NATALEEEEE!!!!!

Telefonato per fare gli auguri a casa: tutti erano in pieno cappelletto in brodo, che piacere risentire i familiari!

Noi lo trascorriamo alla Estancia, un posto eccezionale adagiato sul lago Argentino, dove il vento la fa da padrona; assistiamo al fantastico lavoro con le pecore del cane Max (perro senza una gamba) e alla tosatura di una di queste e poi ci facciamo una parrilla (grigliata) di carne argentina che e' un qualcosa di mai assaggiato quanto e' buona! (uguale uguale alle nostre mucche pazze! qua tutte pascolano nella pampas e sono la rappresentazione vivente della salute)

Alla sera sono andata alla messa: troppo bella, molto cantata con lo scambio della pace dove ,invece di darsi la mano, ci si  da 1 bacio e, il prete, alla fine della messa sulla porta saluta tutti 1 ad 1!

E' stato un Natale Sereno e anche la messa emozionante sono molto felice e oggi ho ricordato tutte le persone che mi mancano e che extraño muchissimo (familiari ed amici): mi sarebbe troppo piaciuto poter condividere questo stato di giubilo con loro ... ma in fondo nel mio cuore e nei miei pensieri e' avvenuto.

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Mercoledi'' 26.12.01

 

EL CALAFATE-TAPI AIKE 75 Km

Si riparte! Giornatona di bici.

Il vento come al solito non conosce sosta, e' assillante: andiamo piano e i pensieri che si succedono sono 1000 e ad ogni minuto implori che ti dia tregua, per un attimo, ma non puoi nemmeno pensarlo che, un'altra potente folata ti fa sbandare.

Io sto a ruota + che posso:  arriviamo finalmente all'hotel previsto stremati: il posto e' proprio il tipico luogo che ognuno si immagina in Patagonia.

Conosciamo dei turisti (di Santa Barbara USA -Yeah!-), si avvicinano incuriositi e ci inondano di domande: gli diamo il nostro sito, ci fotografano e addirittura vogliono l'autografo complimentandosi per quello che stiamo facendo.

In tutti quelli che incrociamo provochiamo la stessa reazione di curiosita' e di approvazione con relative fotografie ed e' un gran piacere: anche questo ci risolleva  un po' dalle fatiche!

Rimaniamo assolutamente soli in questo luogo desolatissimo dove non c’e nulla:siamo noi due e la padrona che non ha un braccio ma che cucinerà e ci servirà come la migliore delle gestrici di albergo.

Que frio esta noche!!!

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Giovedi' 27.12.01

 

TAPI AIKE - CERRO CASTILLO (CHILE) 43 Km

Sveglia tempranito, desajuno e si parte.

Piove,e' freddo ma ... non c'e' il vento: noi siamo equipaggiatissimi (sempre grazie a Toni Gialdini di Brescia) e andiamo veramente bene.

Arriviamo a Chanca Carrera abbastanza in fretta tenendo conto che ha anche aumentato la pioggia e la ruta (sterrato) e' scivolosissima, dove io faccio anche una piccola caduta.

Alla frontiera argentina abbiamo 2 kg di malta sulle bici a causa del fondo stradale impraticabile, ci siamo impantanati tutti e, alla dogana, siamo arrivati a spinta.

Diamo una sommaria pulita alle bici con dei bastoncini e passiamo la frontiera.

Un doganiere ci fa credere che fino a Cerro Castillo avremo il vento a favore e, in realta', e' giusto il contrario! Bastardo di doganiere!!!!

Il vento naturalmente e' aumentato un casino e facciamo una fatica immane anche solo a rimanere in equilibrio e spesso ci fermiamo perche' tira talmente forte che i sassi del ripio ci schizzano in faccia.

Arriviamo finalmente alla dogana cilena senza un lembo di vestito pulito e con il fango anche in viso; qui troviamo le solite persone che ci fanno un sacco di domande: e' troppo bello vedere l'interesse che creiamo!

Tutti ci salutano, ci fanno il segno dell'OK, ci dicono siete grandi, ci dicono anche siete matti e noi inspigati ancor di piu' continuamo a pedalare.

Il vento incessante, la visione attorno a te sempre uguale e pensieri, pensieri, pensieri, non puoi fare a meno di pensare, a dove ti portera' questa ruta, a cosa vedrai, chi incontrerai, alla conquista che farai.

E poi a casa, alle persone a cui vuoi bene, ai tuoi amici, ai progetti quando tornerai, alla tua vita.

Ho deciso per un po' smetto coi massaggi: sento di essere stanca, mi fanno male i polsi, mi tolgono troppa energia.

Voglio dedicarmi alla mia famiglia, alla bici (preparazione 9 colli) e soprattutto a me stessa e naturalmente a Max.

Penso alle varie identita' che nell'arco dell'anno assumo: moglie di gestore d'albergo, massaggiatrice,  abitante di Longiano e viaggiatrice nel mondo.

Non ho modo di annoiarmi soprattutto seguendo quel pazzo di mio marito in tutti i suoi progetti e avventure, ma forse sono piu' pazza io che l'ho sempre assecondato come sto facendo tuttora ... Come ci definisce il mio carissimo babbo: i due kamikaze lanciati per il mondo!

Pero' non facciamo saltare in aria nessuno ed in fondo si sa, i pazzi aprono le vie che poi i savi percorreranno.

 

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Venerdi' 28.12.01

 

Ieri sera a letto alle 22:30 e non era ancora buio, UMPF! Mi fa uno strano effetto andare a letto con la luce e non hanno nemmeno le tapparelle!

Stamattina bardati come due omini della MICHELIN usciamo per prendere l'autobus passato a prenderci per visitare il PARQUE NACIONALE TORRES DEL PAINE!

Notiamo come tutti ci scrutano sorridendo: fa un gran caldo, è quasi da maglietta corta!Pensare che ieri c'erano delle folate di vento freddo che ci si litigava le stufette. La variabilità del clima è imprevedibile. Così ci spogliamo e col bus percorriamo la strada per, e dentro il parco: e' un qualcosa di unico e deve essere il massimo per gli amanti del trekking e del free climbing (non e' il nostro caso)

Noi infatti, meno camminiamo e meglio e', visitiamo una bella cascata (Salto Grande)e dedichiamo al parco 1 ora e 30 minuti, al contrario della guida che consiglia  quei  5/6 giorni.

Alla sera andiamo a mangiare in un posto carinissimo e arredato con uno stile tipico di questa zona: ci adattiamo subito all'ambiente (abbiamo uno spirito di adattabilita' formidabile - dalla tenda, alla pensioncina con baño compartido, all'hotel carissimo): passiamo 2 piacevolissime ore anche se la cuenta finale sara' cara.

Domani giornata di bici ed io come al solito come mi succede la sera prima mi domando "ma chi me lo fa fare" ma in fondo ripensandoci mi accorgo che i giorni piu' entusiasmanti sono proprio quelli sulla bici quindi, forza e coraggio.

Torniamo all'hospedaje sulle 23 e naturalmente non era ancora totalmente buio; attraversiamo la villa di Cerro Castillo e ci fermiamo stupiti per la particolare atmosfera: in questo pueblito composto da 4 case che sembra uscito da uno spaghetti western, inesorabilmente sbattuto da un vento incessante, colui che regna incontrastato e' inverosimilmente silenzioso, cosicchè aleggia un atipico silenzio e una strana staticita' rotti solo dal cigolio di una altalena arrugginita ... ci mancava solo che uscissero  Butch Cassidy e Sundance Kid in una delle loro scorribande!

Come viaggia la fantasia, andiamo a letto che e' meglio!

 

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Sabato 29.12.01

 

CERRO CASTILLO - RIO RUBENS 66 Km

La notte si e' dormito ben poco: purtroppo l'oscurita' totale non si raggiunge mai e dura ben poco e alle 4:30 e' gia' pieno giorno: la luce comincia a filtrare nella stanza e nei nostri occhi risvegliando le nostre membra ... UMPF!! Dal canto mio sono stata tutta notte ad ascoltare i "non rumori": mi risulta cosi' difficile non sentire la presenza del vento e quindi trascorro queste ore di sonno sempre all'erta aspettando il momento in cui ricomincera' la sua attivita'.

Alle 7 sveglia, mi alzo subito e, alle 7:10 precise, eccolo, la prima forte folata che scuote le pareti instabili della nostra abitazione oltrepassando le fessure (e' un po' meglio di un container). Max si toglie le lenzuola dagli occhi, li sbarra, mi guarda ed esclama "No, il Vento!!". Eccolo qui, implacabile, ha ripreso a soffiare proprio poco prima della nostra departida.

Partiamo e gia' dall'inizio il riuscire ad andare risulta difficile, proseguiamo tentando di stare in equilibrio, ognuno per suo conto senza nemmeno guardarci per non leggere negli occhi dell'altro lo sconforto.

Vediamo una figura avvicinarsi dalla parte opposta: un ciclista proprio come noi!! Ci facciamo una gran festa dandoci pacche sulle spalle: e' svizzero e stara' in giro x 10mesi.

Questo incontro  ci risolleva un po’ il morale ma, ancor di piu' il vento che un po' si e' calmato. La strada attraversa un innocente campo di margherite su di un lago: è un luogo idilliaco se non fosse per vari cartelli con la scritta Peligro Campo Minato. Alla faccia!Scopriamo risalire ancora al 1978 quando furono messe dagli argentini nell'eterna lotta contro il Cile per la spartizione di queste terre della fin del mundo.

La ruta di ripio non e' male se non fosse per tutti i saliscendi spezza gambe, riusciamo comunquead arrivare bene fino a Puerto Natales e la vista di questa piccola cittadina affacciata sulla sponda del Seno Ultima Esperanza dove cigni dal collo nero vi sguazzano sereni tra i gabbiani e i cormorani, ci fa venire i brividi dalla gioia rimandandoci al momento in cui arriveremo alla ormai mitica Ushuaia.

Un'altra forte emozione della giornata: controllando la posta elettronica tra le sempre numerose e graditissime e-mail, ne troviamo una particolare, inattesa ... Carlitos de Trinidad de Cuba! Trasecoliamo, ci viene proprio un coccolone: chiede nostre notizie ed aggiunge che e' giusto un anno che siamo stati li' da loro e che gli manchiamo moltissimo! Ah! La nostra carissima famiglia cubana che ogni volta che la pensiamo ci viene una morsa allo stomaco, non c'e' giorno che non li pensiamo ... Oh! Cuba te quiero y te extraño muchissimo, nuestra segunda tierra ... Mi corazon llora todos los dias porque te quiere asì mucho!HASTA LUEGO AMIGOS Y HERMANOS , NO ES MEJOR HASTA PRONTO!!!

 

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Domenica 30.12.01

 

PUERTO NATALES - RIO RUBENS 66 Km

Giornata fantastica di sole e senza vento, la prima, peccato che oggi ce l'avremmo avuto tutto a favore ... quando si dice la sf..a! Ok! Pero' ci accontentiamo anche perche' la strada e' quasi tutta plana e per noi e'  galattico!

Scena: Max da buon battistrada davanti a tirare ai 26/27 ed io religiosamente a ruota, unico inconveniente gli vado a sbattere contro varie volte ... e vabbe'! Max: "Al prossimo paese andiamo da un fabbro a saldarle insieme cosi' risolviamo il problema!"

Incontriamo il secondo ciclista Randy da Los Status Unidos + precisamente del Colorado in giro per due anni con l'intento di farsi il perimetro dell'America del Sud: evvai, sempre piu' matti!

Arriviamo nella localita' di Rio Rubens in brevissimo tempo e siamo troppo contenti cosi' ci possiamo godere questo posticino che ci fa andare indietro nel tempo con camere vecchio stile, due lettoni alti e spaziosi, carta da parati a fiorellini, una bella stufa antica e una vasca da bagno che si affaccia su di un verde giardino. Pavimento e scale sono in legno e, ad ogni passo, vibra e scricchiola tutto. Facciamo un full immersion in questa atmosfera di altri tempi; a me viene in mente "La casa degli spiriti" della Isabel Allende, e io (come mi disse il nostro amico Diego Zorzi) mi sento molto "Gaucha en la Pampa", e come al solito l'immaginazione va da se'.

 

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Lunedi' 31.12.01

 

RIO RUBENS - PUNTA ARENAS 88 Km

Anche oggi e' una bellissima giornata senza vento. Prima di partire a Max gli tocca cambiar camera d'aria  perche' ha forato (finora abbiamo forato relativamente poco) e poi via. Anche oggi le gambe girano alla grande. Incontriamo tre italiani in giro per la Patagonia con una Fiat Uno Rossa che avevamo incontrato alla frontiera cilena; si fermano per farci una foto e per complimentarsi: "Siete due miti, grandi ragazzi!" Troppo buoni, ma agli occhi della gente scateniamo sempre la stessa reazione e molti si complimentano con me perche' di donne in bici in questi luoghi proprio non se ne vedono. Che strano ricevere tutti questi complimenti, pensare che facciamo una delle cose che piu' amiamo: viaggiare e pedalare!

Per strada non c'e' assolutamente niente a parte greggi di ovejas (pecore), mucche, stupendi cavalli e ci e' anche capitato che un condor volasse sopra di noi e che una volpe grigia ci accompagnasse per un po', fermandosi ogni tanto e nascondendosi per spiarci! Che spettacolo!

Arriviamo stanchi ma con una gran media: i 23 stiamo andando troppo forte! Prendiamo alloggio e andiamo a mangiare in un posto fantastico, non tanto per il locale ma per un cameriere sui 70 anni pieno di tic e strane simpatiche smorfie:sembra  uscito da un film di Fellini, una vera e propria macchietta.

Prendiamo un caffe' in un bar ma tutti stanno per chiudere perche' la fin de año la si festeggia innanzitutto in famiglia.

Noi prima di mezzanotte andiamo a letto e allo scadere del nuovo anno siamo svegliati dalle sirene delle barche (fra cui una nave da crociera immensa) ancorate sul molo di Punta Arenas. Ci siamo dimenticati, siamo sullo Stretto di Magellano! Dopo questa inusuale sveglia, ci facciamo gli auguri e torniamo nel torpore delle nostre coperte.

Buon Anno a tutti gli amici e soprattutto ai nostri due amiconi (mio fratello Davide e la mia amiga Raffi) che festeggiano il 2002 su un aereo diretto in Thailandia.

Buone Vacanze, non siamo mai stati  cosi' distanti ...

 

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Martedi' 01.01.02

 

Giornata di descanso totale.

Citta' deserta, tutto chiuso, i primi giorni dell'anno sono uguali ovunque!

Ciao a presto

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Mercoledì 02.01.02

PUNTA ARENAS – PORVENIR KM.15

 
Ci svegliamo alle 7 ma io sarei andata dritto per altre 2 ore. Colazione e il signore dell'hotel telefona per l'imbarcadero: non c'e' alle 8 ma bensi' alle 15.00!! UFF! Potevamo dormire un po' di piu' che ne abbiamo cosi' bisogno!?!?! Andiamo a girovagare per la citta' che rispetto a ieri e' irriconoscibile: tutti sono in piena attivita', corrono di qua di la', vanno e vengono. Che differenza da ieri dove tutto era chiuso e non c'era anima in giro se non qualche turista che si aggirava per le calle con aria spaesata.

Un'ora prima della partenza dell'imbarcadero ci dirigiamo in bici al porto e poi si parte per la traversata dello Stretto di Magellano con destino la Isla Grande: Tierra del Fuego!

Sono a letto, Max gia' dorme ma io ho bisogno di scrivere perche' non voglio tralasciare nulla di cio' che abbiamo appena trascorso per paura che la notte mi rubi un po' delle forti sensazioni che ancora mi porto addosso e che mi fanno vibrare per felicita' e stupore. Come spesso avviene in viaggio succedono cose inaspettate quando meno te lo aspetti che ti vanno a cambiare una giornata iniziata magari un po' sottotono. L'imprevisto e la novita' sono sempre dietro l'angolo ed e' proprio questo che rende inimitabile il viaggiare. Bene alle 15 siamo sul traghetto e non facciamo in tempo a sistemare le bici che abbiamo modo di conoscere un ragazzo vicino a noi: ci presentiamo e gia' lui lo fa precisando "Hola! Yo soy Christian y soy fueguinos" (Fueguinos abitante TierraFuego); gli facciamo diverse domande sulla Isla, sulle strade che dovremo percorrere e lui entusiasta incomincia a spiegarci questa zona in un diluvio incontenibile di parole e, mentre ne parla, gli occhi gli brillano e noi siamo catturati dai suoi racconti: e' un biologo marino e con un amico vanno a perlustrare le zone piu' remote di questa terra, i ghiacciai, i boschi, i fiumi, le ultime popolazioni che vivono ancora come i primi fueguinos senza nessun tipo di progresso e, infine, gli animali: elefanti di mare, l'orca, i pinguini, i delfini ... e noi "I delfini??? Dove, dove???" "Bhe', si possono vedere anche sulla baia di Porvenir! Se volete quando arriviamo li andiamo a vedere!?!?!" "CERTO!!"

Grande! Chi l'avrebbe mai detto che stasera saremmo andati a vedere i delfini?!?! Arriviamo e con le bici percorriamo rapidamente il ripio fino all'hotel España nella cittadina di Porvenir che e' una piccola cittadina tipica della Tierra del Fuego cilena affacciata sullo stretto magellanico. Conosciamo Juan un pescatore amico e socio in affari di Christian. Lasciamo le bici in un mega magazzino dove, fra le altre cose, troviamo dei resti di ossa di un elefante marino che i due intrepidi hanno recuperato nelle varie perlustrazioni e che vogliono ricomporre per esporle in un museo. Saliamo sul piccolo fuoristrada di Juan (Pechuga): e' scassatissimo, il mio ribaltabile e' rotto e l'accensione avviene unendo due cavi perche' il cruscotto e' tutto smontato. Sorridiamo e arriviamo alla loro barca nuova di due mesi e ci racconta che ieri sono usciti in mare per fare una specie di funerale: in pratica hanno lanciato nello Stretto di Magellano le ceneri di una signora di 80 anni il cui ultimo desiderio era di congiungersi per sempre con queste acque che sono state parte integrante della sua vita terrena.

Io e Max ci guardiamo e i nostri sguardi dicono "PATAGONIA..PATAGONIA..." Ebbene si' siamo tornati nella vera Patagonia, quella che non era rappresentata certamente da Punta Arenas, citta' portuale e cosmopolita.

Arrivato anche Christian, prendiamo il largo e gia' rimaniamo stupiti dai tanti cormorani e infinteci entusiasmiamo alla vista dei delfini che ci saltano davanti, accanto e sotto di noi; io li vedo da vicinissimo visto che sono posizionata proprio sulla punta della barca (poppa o prua? non l'ho mai capito...). Che meraviglia, questi animali cosi' giocosi e allegri trasmettono un tale senso di liberta' che anche tutti noi ridiamo, felici e con la barca continuamo a girargli attorno per vederli giocare.

E così, anche l'operazione delfini, sebbene non ci contassimo ormai piu', e' stata portata a termine con immensa gioia e soddisfazione.

Mentre Pechuga ci porta nel ristorante di un amico, gli domandiamo se puo' procurarci una targa automobilistica del Cile e lui "Oh! Ningun problema!" Tempo di mangiare dell'ottimo pesce patagonico e lui e' gia' di ritorno con quello che gli avevamo domandato: fantastico!! Ci raggiunge anche il suo socio e beviamo qualcosa mentre discutiamo dell'attuale situazione politica cilena: ci spiegano che anche qua c'e' una destra ed una sinistra che ora e' al governo e che in maniera graduale sta cercando di riformare un po' di cose in questo paese che alle spalle ha una storia parecchio dolorosa e contrastata (desaparecidos, regimi militari, ecc.) Addirittura rimaniamo sorpresi perche' ancora non hanno una legge sul divorzio e, l'aborto, cosi' come la pillola del giorno dopo, sono illegali con conseguenti numerosi e pericolosi aborti clandestini.

Torniamo all'hostal con Christian per tomar cafe ma appena ci accomodiamo vuole assolutamente  che proviamo dalla sua bottiglietta personale l'aguardiente al calafate. Max passa il turno come tutti i bravi sportivi, mentre io che sono l'alcolica della famiglia non posso che provarlo: e' buono parece como una grappa fruttata!

"Qua c'e' il detto che, chi beve aguardiente tornera' in Patagonia..." ed io "Bene allora io tornero'?!?" e Max "Ok!Yo voy a Cuba soltero!!! (da solo) Tutti ridiamo e si respira una calda atmosfera ... Christian ci dice che pensava che il vero amore lo si potesse provare solo per una donna, ma invece si e' dovuto ricredere conoscendo questi luoghi attraverso i quali ha capito di non poter fare a meno dell'odore di questa terra, del vento, dei suoi silenzi ... Ha visitato dei posti talmente remoti dove ha provato la netta sensazione di essere in dei veri e propri  ultimi eden terrestri, luoghi rimasti sempre cosi' dal giorno in cui furono creati.

Gli dico che ho avuto la sensazione di quanto potessero essere reali i racconti di Sepulveda in "Patagonia Express" appena messo piede in Tierra del Fuego e lui mi risponde "Verdad! Yo tambien, me encanto'!!" (Vero!Anche a me mi incantò!)

Siamo proprio sulla stessa frequenza quando le nostre chiacchere sono interrotte dal discreto arrivo di un omino barbuto con due grandi profondi occhi neri, umili e sinceri ... il nostro Pechuga! Tiene qualcosa in mano, la allunga a Max: un'altra targa particular proprio di Porvenir per Max che, a stento, riesce a trattenere la commozione!

Patagonia....Patagonia....Patagonia....

 

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Giovedi' 03.01.02

 

PORVENIR - ESTANCIA ARMONIA 68 Km

Mi preparo in divisa da bici, lascio Max sotto la doccia e giu' trovo gia' Pechuga che mi accompagna a buscar el pan. Facciamo il desajuno e infine salutiamo i nostri nuovi amici con forti abbracci, questi due fueguini pionieri di una nuova avventura del turismo all'estremita' del mondo (www.explorepatagonia.cl).

Partiamo in ritardissimo e, dopo un km, Max rompe la catena!! Le madonne che volano sono irripetibili ma, per fortuna, in mezz'ora il guasto viene riparato (grande Max).

Riprendiamo il percorso: il ripio e' buono, il giorno e' ottimo e con assenza di vento. La strada a parte 3-4 salite dure, e' tutto un su e giu'spezzagambe. Andiamo sempre abbastanza forte e in 2 ore abbiam gia' fatto 45 km, ci fermiamo a mangiare qualcosa.

Il posto e' splendido, per tutto il tragitto abbiamo costeggiato la bahia Inutil (nome derivatogli dai primi naviganti di queste acque in quanto non poterono attraccare)

Si riparte ma tutto mi risulta + difficile, ho le gambe legnose, ci fermiamo dopo l'ennesima salita con la scusa di mangiarmi una mela, ma non ci sono storie: sono cotta!!

Proseguiamo per qualche altro km fino a quando siamo costretti a fermarci perche' la strada e' occupata da un gregge di pecore. Chiediamo ad un ragazzo se la estancia in lontananza e' la sua e, a risposta affermativa, prontamente ci dirigiamo per chiedere ospitalita'.

Entriamo in una casa dall'arredamento scarno ma calda grazie alla piena attivita' di una delle solite antiche stufe posizionata in bella vista.

Ci fanno accomodare e spieghiamo loro la nostra situazione; il signore ci risponde "Mira, yo a qui soy el cocinero y tiene que preguntar a el mi padron que no es bueno, es mas bueno que el bueno!" Ahy! Que suerte!"

Andiamo quindi a domandare al padrone che assolutamente non ha nessun problema, dice che possiamo ripararci con la tenda nel suo giardino o se preferiamo in una camera ripostiglio dove c'e' anche il bagno.

Io naturalmente opto per la seconda possibilita'.

E' un momento di molto lavoro nella estancia e lo seguiamo in un grande capannone dove e' pieno di giovani intenti a tosare le pecore (ne posseggono 12.000)

Rimaniamo ad osservare la catena di questo lavoro e poi Max si mette a dare una mano al padrone facendo rotolare pacchi di lana da 260kg.

Io visto che c'e' una bascula, ne approfitto e uno dei ragazzi fa il peso: 78kg, mi viene male! Il padrone pero' sorride con aria sorniona e mi rassicura "No te preoccupa, esta hace mas de 10kg!" Ma guarda te, questi uomini di campo ,mi ricorda la bascula di qualcun'altro.

Con un piccolo giro di parole il padrone dice di averci intravisto ieri sull'imbarcadero da Punta Arenas e facendo mente locale mi ricordo anch'io di averlo notato perche' aveva quest'aria curiosa, con una papalina grigia calata sugli occhi, un maglione di lana di una taglia in piu' e una valigetta rigida. E' un signore sui 65 anni, calvo con due baffetti bianchi magro e con una andatura dinoccolata, la cosa che colpisce sono come sempre gli occhi che esprimono una gran bonta' d'animo e in seguito abbiamo infatti modo di appurarlo.

Ci sistemiano nel locale che ci e' stato messo a disposizione ("Ahora, se esta'cansada puede descansar! Adesso se sei stanca puoi riposare") e cosi' avviene fino alle 8 quando Max entra trafelato dicendomi "dai

Claude ci aspettano per la cena!!"

Ebbene si, arriviamo nella casa e troviamo il padrone, il figlio, il pastore e il capo della squadra di tosatori ad attenderci.

Mi fanno sedere a capo tavola  nel posto normalmente  del padrone ed io "Oh! No,no puedo..." e lui "Si, esto es el mi asiento ma quando no hay damas pero!" (si questo e' il mio posto ma quando non ci sono damas!)

Cioe', sono imbarazzatissima. Ci fanno servire per primi, ci versano da bere e il figlio Geronimo di 18 anni nonostante indossi ancora gli abiti da lavoro, potrebbe apparire come un lord inglese tanto e' lo

stile e la discrezione.

La cena, compreso il pane, e' casera, fatta dal cocinero e per tutto il tempo noi cerchiamo di parlare ma mi accorgo che loro starebbero tranquillamente anche in silenzio senza che questo metta in imbarazzo nessuno, godendosi il pasto, riflettendo o guardando semplicemente l'orizzonte della pampa che sta poprio di fronte a noi.

Terminiamo con caffe' e, mentre gli altri si congedano, noi siamo addirittura invitati alla casa del padrone dove appena entrati vediamo vari pacchi sparsi per la cucina, padre e figlio esclamano "E' tornata la mamma..!!" La chiamano e da un corridoio ci viene incontro una bella signora dal viso dolce e solare, bacia i due familiari e poi anche noi, dandoci il benvenuto.

Ci fanno accomodare, ci offrono biscotti di dulce de leche e parliamo della loro famiglia, del bisnonno irlandese, il primo che arrivo' in Cile il cui lavoro era quello di consegnare la posta a cavallo nelle varie estancias disseminate in questa regione impiegandoci 15 giorni.

E' un piacere stare a conversare con queste persone dai modi cosi'affabili e gentili e, trovandoci a nostro agio, gli raccontiamo un po' della nostra storia, dei sacrifici fatti in gioventu' col nostro lavoro ma anche delle innumerevoli soddisfazioni e a me scappa addirittura di dire: "Ahora me gustaria mucho a mi tambien hacer una familia ... con mas de dos personas pero'!?!"

E' arrivato il momento di dare la buona notte e ci invitano raccomandandosi alla colazione di domani. La signora si preoccupa per lo stato del locale dove stanotte dormiremo, ma Max ha sempre la frase

giusta pronta: "Señora no se preoccupa, por esta noche esto es como un cinco estrella! (5 stelle)"

Usciamo di casa e corriamo in camera storditi, ci infiliamo nei sacchi a pelo e a lume di candela ancora non ci capacitiamo della cortesia di queste persone.

Ripensandoci forse il segreto sta proprio nel nome di questo luogo: ESTANCIA ARMONIA......

 

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Venerdi' 04.01.02

 

ESTANCIA ARMONIA - S.SEBASTIAN  96 Km

Stamattina facciamo colazione con il cocinero ma la sig.ra in seguito se ne ha a male perche' ci aspettava da lei, purtroppo non ci eravamo capiti. Facciamo le solite foto di rito scambiandoci indirizzi, salutiamo la famiglia Kovacevich e loro lo fanno con la classica formula che usano qua: "Suerte! Que tengan mucha suerte y que disfrutan bien el su viaje. Cuidanse!" (Fortuna! Che abbiate fortuna e che godiate al meglio del vostro viaggio. Abbiate cura di voi!).

Scappiamo via perche' e' veramente troppo quello che hanno fatto per noi. Con un magone in gola incominciamo a pedalare salutati anche da un gruppo di stupendi guanaco che ci attraversano la strada.L'andatura e' molto sostenuta non essendoci salite impegnative e avendo sua maesta' il vento a favore. E' incredibile come non si possa fare a meno di pedalare perche' spinti alle spalle da ogni sua folata.

Anche oggi pero' c'e' l'imprevisto: il copertone della ruota posteriore di Max e' tutto rovinato e addirittura esce un po' di camera d'aria. Non faccio in tempo a farglielo notare che in 100 m fora ... La prendiamo con filosofia, ci mettiamo dentro un fossato per ripararci e sistemiamo il tutto: non ci sono storie, per intraprendere questo viaggio bisogna essere in grado di fare un po' tutto altrimenti si rischia di rimanere appiedati e magari aspettare per ore un mezzo che ti carichi.

Ripartiamo e in men che non si dica arriviamo alla frontiera cilena. Ci fermiamo al ristorante: c'e' un bus di turisti che ci guardano con aria sostenuta ma, dopo essere entrata nel locale, non faccio in tempo a tornare fuori per prendere una cosa che gia' son tutti li' attorno alle bici ad esaminarle: e' inutile, la curiosita' e' troppa.

Nell'ultimo pasto cileno discutiamo della famiglia Kovacevich. A me torna in mente quando qualche tempo fa 2 turisti stranieri chiesero la stessa cosa a mio babbo e lui gli diede il permesso di accamparsi nel nostro podere e tutti noi: "Ma sei matto! Chissa' chi sono questi qua?!?" Ecco la differenza: nella nostra societa' il viandante e' guardato con sospetto mentre qua a  noi, due perfetti sconosciuti, c'e' stato dato da dormire, ci hanno sfamato e trattato come due ospiti benvenuti ... che strano mi ricorda una famosa parabola. Da quando siamo diventati cosi'? E che tristezza vivere sempre con questi timori e in maniera sospettosa nei confronti di chi non si conosce.

Arriviamo alla dogana cilena e, dopo i soliti passaggi di rito, notiamo che alle auto provenienti dall'Argentina viene spruzzato del disinfestante e che inoltre e' assolutamente proibito far entrare in Cile alimenti crudi a causa dell'afta epizotica che non e' stata ancora debellata in Argentina. Ah! che bella novita'! Ma non e' finita qui: alla frontiera argentina ci dicono che il nuovo governo (il terzo nel giro di 20 giorni) ha deciso di togliere la convertibilita' e da domani 1 pesos non varra' piu' un dollaro ma bensi' il 40% in meno!!! Dopo 11 anni di convertibilita' 1 a 1, qua tutto cambiera' con non pochi problemi: i dubbi e le incertezze che affliggono questo popolo continuano ad aumentare ... tutta la nostra solidarieta' in questo momento cosi' nero che sta vivendo l'Argentina. Quando ascoltiamo quello che sta avvenendo, noi due proprio non riusciamo a capacitarci: e' assurdo quanto la classe politica precedente abbia governato così male e in maniera così corrotta da  indebitare l'economia di un paese  ricco di materie prime, di opportunita' e di innumerevoli risorse.

Vabbe' tutto questo dovrebbe giovare un po' alle nostre finanze che cominciano ad essere un po' in rosso: per noi italiani con la nostra liretta, questa vacanza risulta piuttosto cara anche se le facciamo tutte per spendere qualcosa in meno, dall'alloggiare in miseri hostal con baño compartido al farci passare come studenti con le solite tessere universitare create ingegnosamente da Max.

Tutti chiudono un occhio e sorridendo domandano: "Estudentes de la Escuela o de la Vida?" Ormai non freghiamo piu' nessuno, hai voglia di raccontargli che siamo fuori corso!!!

Prendiamo alloggio nell'hotel a S.Sebastian dell'Automobil Club Argentino, un posto squallidissimo come tutti i posti di frontiera dove non c'e' nulla a parte gli uffici della dogana, una pompa di servizio e l'hotel in questione.

Poco importa, siamo gia' ampiamente soddisfatti per i 96 km percorsi, ci riposiamo e dopo la cena mi faccio anche "La Maschera di Zorro" in español visto che oramai lo entiendo muy bien.

(Addirittura nei sogni le persone mi parlano in spagnolo....non ci siamo!!!)

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Sabato 05.01.02

 

SAN SEBASTIAN - RIO GRANDE 85 Km

Si riparte e la prima novita' e' la fine del ripio e l'inizio del pavimiento: si va bene ma si fatica ugualmente perche' con il peso delle bici, le ruote creano un pesante impatto con l'asfalto. Il vento non e' del tutto a favore ma nemmeno contro, ce l'abbiamo sul lato destro ed e' strano come si stia sempre a misurare ogni metro di asfalto e, ad ogni curva della strada, si segua la direzione che il vento andra' ad assumere e spesso mi ritrovo a canticchia il vecchio Manu Chao: "El viento viene, el viento se va , sin mas razon..."

In 3 ore e 10 arriviamo alla ventosa Rio Grande affacciata sull'oceano Atlantico, alquanto brutta cittadina nonostante gli sforzi per abbellirla con coloratissimi fiori, piste ciclabili e giochi per bimbi.

Io sono sullo stanchino e, come dice max, divento intrattabile e dopo esserci un po' rifocillati, mi butto sul letto ed entro in un dolce coma, estraniandomi totalmente e non sentendo piu nulla di quello che mi circondaVengo risvegliata da Max per andare a mangiare:lui  si fa il solito bife de chorizo eccezionale al quale non sa proprio resistere (in pratica e' una bistecca spessa, tenera e succulenta delle ineguagliabili carni argentine)io rinuncio perché non ne posso proprio più di mangiar carne.Torniamo in Italia con la gotta!!!!

A letto presto: domani giornatina...

“Tomiamo” un bell'Aulin: incominciamo ad aver male ai muscoli e alle articolazioni ed e' meglio incominciare a caricarci un po', giusto per prevenzione!!

 

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Domenica 06.01.02

 

RIO GRANDE - HOSTERIA KAIKEN 50 Km

Epifania, e' arrivata anche la befana e non possiamo fare a meno di pensare a tutte le persone a casa che, con questa festa, termineranno di mangiare gli ultimi panettoni.

Noi al contrario, sebbene non ci siamo privati di niente, incominciamo ad avere i visi segnati dalla stanchezza e le occhiaie, ormai permanenti, lasciano trapelare la nostra attuale condizione fisica.

Dopo una nottata di pioggia indugiamo nei nostri letti fino alle 9 sperando che il tempo migliori, ma cio' non avviene. Durante la colazione siamo interrotti da 5 motociclisti brasiliani che domandano alla tipa dell'hostal se siamo noi due i ciclisti e a risposta affermativa, ci invitano a fare una foto insieme!

Svogliatamente, solleviamo la faccia dalle rispettive tazzone di caffe extra e ci uniamo al gruppo per foto ricordo.

Ah! Approposito del caffe': oggi ne combino una delle mie: zucchero il caffe' con il SALE trovandosi nel contenitore tipico dello zucchero!!! Al primo sorso rabbrividiamo ... diamine hanno tentato di sabotarci!?!?! Che schifo!

La giornata e' iniziata male e non e' nemmeno migliorata davanti al solito buon caffe', anzi....Tentenniamo su cosa fare e vagliamo le varie possibilita' ed alla fine al primo stralcio di sole io dico: "Max andiamo! Avventura e' e avventura sia!"

In fretta e furia ci cambiamo e a mezzogiorno siamo sull'avenida S.Martin diretti a Tolhuin.

Oggi non c'e' storia, e' una giornata negativa per Max (il caffe' gli ha fatto proprio male) e, di conseguenza, vedendo il mio fido condottiero in difficolta', ne risento subito anch'io.

Il paesaggio che ci circonda incomincia ad esserci ostile come non lo e' stato mai, senza parlare dei nuvoloni carichi di pioggia che vediamo giungere inesorabilmente verso di noi.

Dopo 50 km appoggiamo i piedi a terra e in poco tempo riusciamo a caricare le bici sul cassone di uno dei numerosi camioncini e dietro con loro proseguiamo il viaggio raggiungendo Tolhuin e il Corazon del Fuego in appena 45 minuti.

Dobbiamo percorrere altri 6 km per giungere all'osteria Kaiken, posizionata in un splendido punto panoramico sul lago Fagnano o Kami che occupa l'enorme avvallamento glaciale situato sulla RN3 tra Rio Grande e Ushuaia.

Abbiamo subito modo di constatare la variabilita del clima per cui e' famosa questa terra: siamo infatti costretti a ricoprirci di tutto punto con cio' che disponiamo di impermeabile trovandoci nel bel mezzo di un vero e proprio scroscio d'acqua.

Il paesaggio e' oltre modo cambiato: e' verdeggiante rispetto alla zona arida che circondava Rio Grande ed e' ricco di foreste di faggi australi in quanto le pioggie vengono tutte trattenute dalla Cordillera e scaricate in questa zona.

Il lago e' molto frequentato dalla popolazione locale soprattutto nei fine settimana: l'argentino medio e' molto amante della natura e della vita all'aria aperta, ed e' solito trascorrere questi giorni nel "campo" in tenda, a pescare, a cavalcare e senza farsi mai mancare l'irrinunciabile fuego per la parrilla.

Dal canto nostro, sebbene la giornata non sia stata del tutto positiva, siamo comunque troppo felici: rimangono solo 130 km e .... USHUAIA FRA UN PO' TI PRENDIAMO!!!

 

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Lunedi' 07.01.02

 

HOSTERIA KAIKEN - HOSTERIA PETREL  65 Km

Stamattina, ancora con gli occhi chiusi, vado dalle biciclette e sorpresa ne trovo un'altra: una specialissima da corsa, con due raggi in croce legati sul piantone e un unico portapacchi leggero posteriore.

Torno da Max e gli dico: "Oh!Di la' c'e' una bici da corsa italiana!?!?"

A colazione abbiamo modo di conoscere il pazzo che intende arrivare fino a Buenos Aires con quella bici: Sergio di Milano, signore di mezza eta' arrivato ieri da Ushuaia all'una di notte attraverso una incredibile strada sterrata! Ci fa morire perche' e' allo sbaraglio in pieno!!! Per esempio non ha niente di impermeabile e se piove si passa una crema sulla gamba nuda e via andare!!! Un altro mito!

Per la penultima tappa noi, al contrario di Sergio, siamo bardatissimi perche' il cielo si sta coprendo. Lo sterrato che dobbiamo percorrere e' il peggiore mai provato, con buche a volonta' e avvallamenti infiniti che ti fanno sobbalzare sulla sella. La pioggia e' incessante, siamo fradici e gli automezzi che incrociamo contribuiscono ancor piu' a bagnarci gettandoci addosso l'acqua delle pozzanghere. Siamo del tutto rovinati e impantanati persino in faccia e io, a causa dei questo sterrato osceno, mi atterro un casino, non sopporto piu' le continue sollecitazioni. Stiamo in continuazione a zigzagare per evitare le buche e cercare di percorrere lo sterrato migliore. Stiamo con le mani rigide sui freni e per me questa e' un'ulteriore complicazione visto che da un po' di giorni si e' riacutizzato il dolore alla mia famosa spalla affetta da una precoce periartrite (sono da buttare). Nei vari cartelli stradali che segnano i km, si incomincia a fare il countdown finale per Ushuaia e solo grazie a questo mi rincuoro perche' per la prima volta ho avuto un odio atroce per la bici, l'avrei volentieri gettata in uno dei laghi che affianchiamo (Fagnano, Escondido).

Ma non demordo, stringo i denti anche con Max che ogni tanto, come sempre, mi chiede "Come va?" ed io imperturbabile "Beneee!!!" solo all'arrivo gli raccontero' le difficolta della giornata, ma durante la bici non ho mai dato a vedere un momento di sconforto.

Ed ecco l'indicazione dell'hosteria Petrel, la seguiamo per 5 km e la intravediamo sulla sponda del lago Escondido.

L'ampia sala e' strapiena di turisti arrivati in bus e, come entriamo, sollevano tutti lo sguardo in nostra direzione: in realta' non siamo belli subito cosi' conciati. Due turiste bolognesi piuttosto annoiate si complimentano con noi che invece stiamo patendo un gran freddo e Max e' in seria difficolta' con una mano, avendone perso temporaneamente la sensibilita'.

Ci sistemiamo in questa fantastica osteria, un po' cara ma per oggi non c'e' alternativa.

Il posto e' splendido e dopo esserci riposati (io sono ormai morta, fortuna che domani e' l'ultimo giorno!), ci sediamo a guardare per interminabili attimi il mutamento del paesaggio e soprattutto del cielo: assume le piu' svariate sfumature di colore dal violetto, al turchese, al rosa, all'amariglio, incorniciato da soffici nuvole che si rincorrono ad una eccezionale velocita'.

Stiamo aspettando i castori che dovrebbero arrivare per cercare da mangiare: eccoli! Sono rapidissimi, che formidabili nuotatori!!!

Davanti a queste tipiche immense vetrate, esaminiamo il tempo per domani: sembrerebbe rasserenarsi, ma e' meglio dirlo piano....

 

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Martedi' 08.01.02

 

HOSTERIA PETREL - USHUAIA LA FIN DEL MUNDO  65 Km

Come tutte le notti che precedono i grandi giorni, Max non mi ha dormito per niente, assorto a pensare all'arrivo ormai prossimo ad Ushuaia ed ad ascoltare il lago e 4 ragazzini accampati nel bosco che hanno trascorso tutta la notte a pescare truchas (trote)

I risultati della sua nottata in bianco si rifletteranno tutti in bici, mentre io mi sono goduta il letto migliore provato fino ad ora e, ben riposata, ho le gambe che scalpitano.....

PARTIAMO!!!!

Caldo   Sole   

Salita Salita Salita   Sudore 

PASSO GARIBALDI

Neve   Freddo   Giubbotto     Guanti    Papalina

Sali Scendi     Sali Scendi    Sole     Caldo     Svestiti

Pioggia Pioggia   Giubbotto    Copriscarpe

Max si ferma

Tormento Tormento

20 km

Aspetta Aspetta   Vai piano 

Non aver fretta

Prolunghiamo l'arrivo

15 km

Grandine   Dolore sul viso  

Salita     Freddo Freddo Freddo

PASSO VELO DE NOVIA

Discesa   In picchiata

6 km

CANALE DE BEAGLE

Emozione  Felicita'

BAHIA DE USHUAIA

Euforia    Commozione     Fatica      Lacrime

USHUAIA LA CIUDAD AUSTRAL MAS AL SUR DEL MUNDO

Serenita'    PACE.......

 

No quise no quise                              Non volli non volli

no quise decirte nada                          non volli dirti niente

vi en tu ojos                                       vidi nei tuoi occhi

dos arbolitos locos                             due alberelli matti

de brisa                                               di brezza

de risa                                                 di risa

de oro                                                 di oro

se meneaban.                                      si dimenavano.

No quise  no quise                              Non volli non volli

no quise decirte nada.                        non volli dirti niente.

 

            GABRIEL GARCIA LORCA

 

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MERCOLEDI' 09.01.02

 

All'arrivo in Ushuaia, fra gli innumerevoli stati d'animo ed emozioni che si succedevano, con gli occhi ormai impazziti dalla gioia, mi sono ritrovata a ripetere questa piccola e dolce poesiola che mi ha fatto conoscere Bibi (inseparabile da Lele i miei due carissimi amiconi) e all'improvviso tutto quello che abbiamo trascorso in questi magnifici 30 giorni mi e' tornato in mente come in un flash-back e cosi' allo stesso modo la fatica. L'ultimo kilometro e' stato interminabile e Max, in uno strappo per raggiungere l'avenida principale, ha rotto di nuovo la catena quindi, per solidarieta', scendo dalla bici e via arriviamo a spinta davanti alla Municipalidad della cittadina, la quale, il giorno dopo, ci consegnera' un attestato della nostra impresa da donare al Comune di Longiano.

Noi, invece, domandiamo ai ragazzi della calle e, seguendo le loro indicazioni, ci dirigiamo alla casa di due ventenni.

Nella camera incasinatissima di Ferdinando assistito dal piu' giovane Mariano, su di una instabile poltrona coi due ragazzini intenti a cercar la musica giusta essendo patiti suonatori di chitarra, andiamo a siglare questa ultima impresa con un souvenir permanente della Patagonia del tutto particolare: un bel tatuaggio!

La nostra vacanza (se cosi' si puo definire) sta volgendo al termine: torneremo a casa (giovedi' 17.01) arricchiti da una esperienza indimenticabile costellata da varie difficolta' ma, soprattutto, da momenti speciali resi tali dalla grandiosa natura che ci ha sempre circondato sperando di averle lasciato solo orme e nessuna traccia, e da tutte le persone eccezionali che ne fanno parte e che abbiamo incrociato sul nostro cammino.

Non potendo definire con parole mie questa terra col rischio di impoverirla e di non renderle pienamente merito, ho pensato di concludere questo bizzarro diario di bordo delle due ruote affidandomi alle parole di uno dei primi che navigo' ed esploro' queste acque e questi territori sulla nave Beagle:

 

"Rievocando le immagini del passato, mi rendo conto che le pianure della Patagonia si presentano spesso alla mia mente, e tuttavia queste pianure sono ritenute da tutti desolate e inutili. Possono essere descritte utilizzando solo notazioni negative: senza case, senza acqua, senza alberi, senza montagne, vi crescono soltanto alcune piante nane. Perche' allora - e so che il mio non e' un caso isolato - questi aridi deserti si sono fissati cosi' tenacemente alla mia memoria? Perche' le pampas, ancora piu' piatte, piu' verdi e fertili, che sono utili all'umanita', non hanno prodotto una simile impressione sulla mia mente? Riesco a malapena ad analizzare i miei sentimenti, ma in parte deve essere dovuto al fatto che queste terre lasciano libero sfogo all'immaginazione. Le pianure della Patagonia sono illimitate, perche' difficilmente accessibili, e percio' sconosciute; esse portano l'impronta di una dimensione senza tempo, essendo rimaste cosi' come sono per secoli, senza che siano posti limiti alla loro durata in epoca futura."

                               

                       CHARLES DARWIN

 

"La vida es un viaje                                      "La vita e' un viaggio

y viajar                                                           e viaggiare

es vivir dos veces"                                         e' vivere due volte"

 

                                     MAX Y CLAUDE

 

 

 

Speciali ringraziamenti:

I cari amici Flavia Carlo Federico Dozio della ditta Lampar Monza

Toni Gialdini di Gialdini Sport Brescia

Davide della Sport Bike Cesenatico

Loris di Foto Loris Cesenatico

Vaude abbigliamento tecnico

Willi Mulonia per l'incoraggiamento e consigli (www.willyextreme.com)

e la nostra mitica e sempre presente PATTY grazie alla quale avete

potuto leggere tutto questo folle viaggio (www.seipi.it).